Toscana
Provincia da tagliare. Lira del presidente: «Unoffesa per quella medaglia doro»
Angeli a capo di un "ente inutile": mi rivolgerò a Napolitano
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Unimmagine del giorno della Liberazione di Massa; il presidente della Provincia Osvaldo Angeli 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Di essere a capo di un ente inutile e sprecone lo ha appreso ieri dai giornali. Osvaldo Angeli ha letto che il governo Berlusconi ritiene che quella di Massa-Carrara sia tra le dieci Province italiane da sopprimere per risparmiare. Il presidente non ci sta e annuncia iniziative di protesta. Come quella di scrivere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al capo dello Stato Angeli evidenzierà quella che lui ritiene sia un'offesa perpetrata ai danni della popolazione della provincia di Massa Carrara. «Non ci dobbiamo dimenticare - sottolinea il presidente - che la nostra Provincia è stata la prima in Italia ad essere insignita della medaglia d'oro al valor militare per la lotta di liberazione che si è svolta sul territorio. Una lotta in cui la popolazione apuana ha pagato, con il proprio sangue, un tributo alla storia dell'intero Paese. Abolire la nostra Provincia, quindi, è un fatto assurdo e inaccettabile e un'offesa a chi ha dato la vita per la libertà e la democrazia. M'impegnerò in tutte le sedi istituzionali per portare avanti una battaglia di giustizia che non penalizzi il nostro territorio, la sua storia e tutti i suoi cittadini». Angeli ha parole di fuoco nei confronti del governo e del ministro Tremonti, ideatore del provvedimento di taglio delle Province con meno di 220mila abitanti. «Si tratta di una decisione poco seria - afferma il presidente della Provincia - portata avanti però in modo serio, senza alcuna logica in fatto di risparmio. Insomma, è uno dei soliti spot berlusconiani. Ormai, è un bel po' di tempo che si va avanti a colpi di spot, dal momento che manca totalmente il coraggio di affrontare una vera riforma delle autonomie locali». «La soppressione dell'ente - prosegue Osvaldo Angeli - comporterebbe un taglio drastico ai servizi che la Provincia svolge sulle materie delegate a livello nazionale e regionale (tematiche ambientali, del lavoro, della formazione, dell'istruzione, delle infrastrutture, ecc.). Siamo di fronte ad un atto di propaganda politica, che tenta di giustificarsi all'interno di una manovra di presunti tagli (tagli che in realtà non ci sarebbero, come il governo sa bene) senza guardare assolutamente ai singoli territori, alla loro conformazione, alle funzioni proprie che un ente di coordinamento come la nostra Provincia può svolgere tra tanti Comuni, magari di piccole dimensioni. Non posso anche non notare una palese e assurda discriminazione fra diversi enti: non si comprende, infatti, come in uno stato nazionale unitario, almeno fino a prova contraria, ci possano essere Regioni a statuto speciale con Province di poche decine di migliaia di cittadini ed altre, come questa, in cui viene soppressa una Provincia che invece ne conta, al 31 dicembre 2009, oltre 203mila». C.M.
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