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Zuffa al dibattito elettorale Lenzoni: giusto difendersi dai fasci
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Marco Lenzoni, dellAsp 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. È stato rinviato all'8 ottobre il processo a Marco Lenzoni, che si sta svolgendo davanti al giudice di pace. L'esponente dell'Associazione solidarietà proletaria (Asp) è accusato di aver aggredito una persona che era intervenuta al dibattito tra candidati a primo cittadino finito in zuffa con scontri tra simpatizzanti di estrema sinistra e la Destra. Ieri hanno testimoniato lo stesso Lenzoni e un agente, quest'ultimo ha detto di non aver visto l'esponente dell'Asp picchiare il simpatizzante di Destra. Lenzoni - difeso dall'avvocato Michela Poletti - non ha mai cercato attenuanti. Anzi. «Per quanto riguarda il gesto che ho compiuto non posso dire altro che è stato un atto giusto, è legittimo difendere un proprio compagno da un'aggressione fascista, specialmente se chi deve sorvegliare fa nulla per prevenirla e per reprimerla», ha sempre detto. E stato un processo decisamente movimentato: non solo ieri ma anche nelle scorse udienze. Anche perché in aula sono sfilati un sacco di politici da Stefano Benedetti a Ernesto Manfredi (Partito democratico), tutti chiamati a testimoniare dalle parti. «Quella sera - ha ricordato il responsabile dell'Asp - non era stato previsto nessun tipo di servizio d'ordine da parte della polizia. Perché? Come mai la Digos locale interviene solitamente con quindici agenti a un presidio di venti persone e lascia sguarnito un infuocato dibattito con cinquecento persone appartenenti a schieramenti politici opposti». E aggiunge: «Quella sera la Destra voleva contestare il sindaco uscente Fabrizio Neri, ma non c'era alcun controllo da parte delle forze dell'ordine». A ottobre verrà chiamato a testimoniare, tra gli altri anche il sindaco Roberto Pucci. Lenzoni ha raccontato che quella sera è finito all'ospedale pure lui, portando come prova un certificato del pronto soccorso che attestava una prognosi di quattro giorni: «Mi hanno dato un calcio nella gamba e per qualche giorno non riuscivo a camminare». Ma per quel dibattito sono stati altri due i procedimenti davanti al giudice di pace. Un militante della Destra è alla sbarra per aver rifilato un pugno in bocca A Francesco Ceccarelli, militante dei Carc che era finito all'ospedale dopo il colpo in pieno volto. La prossima udienza si terrà il 3 giugno. Ceccarelli a sua volta è già stato assolto per non aver partecipato alla rissa post dibattito.
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