La manifestazione
Problemi economici, si uccide
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I carabinieri sono stati chiamati dai colleghi del suicida 35 anni: si è impiccato nel capannone della sua ditta
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MASSA. Un operaio di 35 anni si è tolto la vita impiccandosi nel capannone degli attrezzi della sua ditta. Lascia una compagna e due figli. Nonostante l'uomo avesse un lavoro fisso e uno stipendio regolare aveva dei problemi economici. Proprio per questi problemi era caduto in depressione. Aveva un lavoro stabile, operaio in una ditta che si occupa di idraulica, ma nonostante lo stipendio regolare aveva problemi economici. Tanto che per riuscire a pagare l'assicurazione dell'auto aveva fatto i salti mortali. E per qualche mese aveva anche viaggiato senza polizza. I due bambini, una di tre e uno di due anni, avevano sempre bisogno di qualcosa. Dai pannolini ai vestiti, dalle scarpe ai giocattoli: problemi comuni a tante persone, ma non per Francesco (nome di fantasia per tutelare i due bimbi). L'uomo, 35 anni, ieri mattina ha deciso di arrendersi. Complice una forte depressione legata proprio ai problemi economici. E si è impiccato, legando una fune sulla trave del tetto del capannone degli attrezzi della ditta. Nessun biglietto per spiegare il suo gesto, nessun segnale che nei giorni scorsi potesse far scattare l'allarme nella sua famiglia. E anche ieri si era presentato al lavoro puntuale come sempre, chiacchierando del più e del meno. Ed è questo che ha sconvolto chi gli è stato accanto fino all'ultimo. «Il lavoro era calato per tutti, ma è assurdo uccidersi per questo», hanno detto i suoi compagni in lacrime. Verso le 13, quando tutti erano in pausa pranzo, si è allontanato facendo perdere le tracce. Poi è ritornato sui suoi passi ed è entrato nel capannone degli attrezzi, che si trova poco distante dagli uffici della ditta. Ha preso una fune e l'ha legata alla trave: da lì si è lasciando andare. Lo ha trovato un compagno di lavoro, quando ormai non c'era più nulla da fare. Sono arrivati i carabinieri e il magistrato di turno, il pm Alessandra Conforti, ha chiesto ai militari di cercare qualcosa che potesse spiegare il motivo che ha spinto Francesco a togliersi la vita. Non hanno trovato niente, però. Gli amici così hanno detto che era preoccupato perché non riusciva ad andare avanti. Inutilmente tutti gli avevano detto che i suoi problemi erano comuni a tante persone. Il trentacinquenne aveva una compagna, di dieci anni più giovane di lui. Sudamericana. E due bambini, una femminuccia e un maschietto. Davvero piccoli. Era un padre premuroso, forse troppo. Proprio per questo cercava di non far mancare nulla ai suoi bimbi, anche a costo di non comprarsi nulla per lui. Sacrifici su sacrifici che hanno minato le sue sicurezze. Aprendo quei dubbi che poi sono sfociati in quella depressione che peggiorava giorno dopo giorno. Fino a ieri mattina, quando ha deciso che era inutile continuare a vivere. Senza rendersi conto che quella famigliola da ieri è ancora più sola, come hanno fatto capire le urla della compagna all'obitorio: «Perché mi hai lasciata sola, ora come farò ad andare avanti?». Insieme a lei, per salutare per l'ultima volta l'peraio decine di persone tra parenti e amici.
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