Il dolore
«Passi carrabili, cittadini tartassati»
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Un doppio cartello di passo carrabile I consiglieri d'opposizione Musetti e Meacci: così si cerca solo di riappianare il bilancio
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CARRARA. È bufera sulla tassa sui passi carrabili. E la polemica arriva a Palazzo civico con i consiglieri di opposizione, Musetti della Destra e Meacci del Pdl, che puntano il dito su quella che viene definita: «una tassa occulta per riappianare i buchi di bilancio». In consiglio Comunale hanno presentato una interrogazione all'assessore al Bilancio e all'assessore Traffico in merito all'ondata di accertamenti effettuati dall'Ica sui passi carrabili e sulle pubblicità esposte nelle vetrine. Hanno chiesto, inoltre, che la retroattività della tassa sui «passi» venga calcolata su tre anziché cinque anni. Su questo c'è un impegno preciso del sindaco Zubbani. «Ho chiesto agli uffici - spiega - una relazione dettagliata sulla discrezionalità o meno del Comune a richiedere accertamenti per gli ultimi 5 anni. Insomma per sapere se possiamo limitarci a chiedere arretrati solo per tre anni, senza incorrere in nessun richiamo da parte della Corte dei Conti. O se dobbiamo obbligatoriamente risalire di 5 anni». Ma, intanto, i consiglieri Meacci e Musetti parlano di una «tassa occulta - scrivono - che l'Amministrazione vuole riscuotere grazie a un dispositivo legislativo che lo ha consentito, al fine di fare cassa e di introitare soldi per accomodare i buchi di bilancio». Nell'interrogazione presentata, alla quale è seguito un dibattito con botta e risposta fra la giunta e i consiglieri, è stato contestato come gli accertamenti sono stati applicati a tappeto, imponendo nella somme dovute, spese di notifiche e interessi maturati negli anni, che hanno fatto lievitare notevolmente quanto richiesto ai cittadini. Nell'dibattito è stato anche contestato il comportamento del Comune, che avrebbe dovuto informare per tempo il cittadino, ignaro di ogni cavillo di legge e dell'obbligo dell'autocertificazione. L'amministrazione ha atteso 5 anni prima di richiedere le somme, imponendo interessi e more. Oltre il danno anche la beffa. «Infatti - spiegano Musetti e Meacci - anche in sede di Consiglio, è stato chiarito che il pagamento delle somme che il Comune ha richiesto ai presunti morosi, non concede la normale autorizzazione da parte della Polizia Municipale dell'emissione del passo carrabile. Il cittadino è costretto a pagare, pena l'iscrizione a ruolo e la cartella esattoriale con ulteriori interessi, ma nessuno può assicurare che il passo carrabile venga poi effettivamente rilasciato dagli uffici. La Polizia Municipale ha già chiarito che se il cittadino, anche dopo aver versato quanto richiesto, andrà a chiedere il rilascio dell'autorizzazione, la stessa potrebbe essere rifiutata in base alle disposizioni contenute nel codice della strada». A.V.
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