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Furibonda lite in famiglia tre parenti all'ospedale
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FIVIZZANO. Una lite tra congiunti termina con i tre contendenti, di due nuclei famigliari distinti, che ricorrono alle cure del pronto soccorso. Uno di loro, addirittura, ricoverato con 30 giorni di prognosi. L'episodio è avvenuto nei pressi del capoluogo.
Un episodio avvenuto in una zona dove tutti si conoscono e, fra l'altro, dove tutti gli abitanti erano a conoscenza dei dissapori che da tempo contrapponevano le due famiglie, legate tra loro da uno stretto vincolo di parentela. Insomma, vecchie ruggini mai assopite per motivi non conosciuti, ma che l'altro giorno, a causa di un futile motivo, pare per un parcheggio conteso, sono degenerate in una furibonda lite a tre: due contro una terza persona.
Un acceso scambio di offese però terminato con un nulla di fatto. sembrava la solita scaramuccia tra i tre parenti come era già avvenuto in passato. Ma, parafrasando il detto che il fuoco cova sotto la cenere, un paio di giorni dopo i tre, rincontrandosi, hanno ripreso a questionare, ma questa volta, così come si racconta in paese, dalle parole si è passati ai fatti. È volato anche qualche colpo proibito.
Risultato: tutti e tre poco dopo si sono presentati doloranti al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Fivizzano, dove due di loro sono stati refertati, ma subito dimessi, mentre il terzo, il più malconcio, è stato trattenuto in ospedale, con una prognosi che supera i trenta giorni.
L'uomo avrebbe raccontato di aver ricevuto una spinta che lo avrebbe fatto precipitare malamente giù per una scala. Dopo il ricorso alle cure ospedaliere scattavano i controlli da parte delle forze dell'ordine, per fare luce su quanto accaduto.
Considerata la gravità dell'episodio, i carabinieri avrebbero provveduto a sequestrare dall'abitazione di uno dei tra contendenti, le armi da fuoro che erano legalmente detenute.
Insomma, si è trattato di un atto preventivo considerata la situazione delicata sorta tra i due nuclei famigliari.
Un episodio che non è passato inosservato agli abitanti del piccolo paese, che sono rimasti sconcertati dall'evolversi della vicenda che vede coinvolti i tre parenti.
R.L.
Un episodio avvenuto in una zona dove tutti si conoscono e, fra l'altro, dove tutti gli abitanti erano a conoscenza dei dissapori che da tempo contrapponevano le due famiglie, legate tra loro da uno stretto vincolo di parentela. Insomma, vecchie ruggini mai assopite per motivi non conosciuti, ma che l'altro giorno, a causa di un futile motivo, pare per un parcheggio conteso, sono degenerate in una furibonda lite a tre: due contro una terza persona.
Un acceso scambio di offese però terminato con un nulla di fatto. sembrava la solita scaramuccia tra i tre parenti come era già avvenuto in passato. Ma, parafrasando il detto che il fuoco cova sotto la cenere, un paio di giorni dopo i tre, rincontrandosi, hanno ripreso a questionare, ma questa volta, così come si racconta in paese, dalle parole si è passati ai fatti. È volato anche qualche colpo proibito.
Risultato: tutti e tre poco dopo si sono presentati doloranti al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Fivizzano, dove due di loro sono stati refertati, ma subito dimessi, mentre il terzo, il più malconcio, è stato trattenuto in ospedale, con una prognosi che supera i trenta giorni.
L'uomo avrebbe raccontato di aver ricevuto una spinta che lo avrebbe fatto precipitare malamente giù per una scala. Dopo il ricorso alle cure ospedaliere scattavano i controlli da parte delle forze dell'ordine, per fare luce su quanto accaduto.
Considerata la gravità dell'episodio, i carabinieri avrebbero provveduto a sequestrare dall'abitazione di uno dei tra contendenti, le armi da fuoro che erano legalmente detenute.
Insomma, si è trattato di un atto preventivo considerata la situazione delicata sorta tra i due nuclei famigliari.
Un episodio che non è passato inosservato agli abitanti del piccolo paese, che sono rimasti sconcertati dall'evolversi della vicenda che vede coinvolti i tre parenti.
R.L.
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