Il Tirreno

«Si annulli il licenziamento»

Cri.Mar.
La Barsanti Macchine, dove è guerra tra sindacati e azienda
◗
La Barsanti Macchine, dove è guerra tra sindacati e azienda

Clima rovente alla Barsanti Macchine: ieri sciopero di un'ora

3 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. Si va verso la battaglia legale alla Barsanti Macchine, l'azienda di macchine e impianti per marmi, graniti e pietre che sabato mattina ha deciso di licenziare il dipendente (il quale è anche membro della Rsu e delegato e membro del direttivo Fiom) accusato di fingersi malato.  Secondo la ditta, sarebbe stato trovato più volte fuori casa durante il periodo di assenza per malattia dal lavoro, intento ad organizzare il matrimonio della figlia. In fabbrica il clima si è fatto incandescente. La Fiom ha fatto immediatamente scudo nei confronti del proprio esponente e ha già contattato un avvocato per intraprendere la strada dell'impugnazione del provvedimento di licenziamento del dipendente. Ieri, su proposta dei sindacati, i lavoratori hanno scioperato un'ora per ogni turno e nel corso di un'assemblea hanno dato mandato agli stessi organismi sindacali di valutare, se la situazione rimarrà quella di "muro contro muro", altre forme di protesta e di lotta. Nel frattempo, la richiesta che si alza a gran voce e che viene avanzata alla dirigenza aziendale è quella di annullare la lettera di licenziamento e di procedere immediatamente con il reintegro del lavoratore in questione. «I lavoratori della Barsanti Macchine - spiega Paolo Gozzani, della segreteria Cgil - sono spaventati dalla decisione dell'azienda, che contribuisce a peggiorare il clima pessimo che già esiste a causa delle difficoltà legate alla crisi. Il licenziamento colpisce un lavoratore che ha sempre dimostrato dedizione e disponibilità nei confronti dell'azienda. Ultimamente, è stato costretto ad operare in una condizione caratterizzata da demansionamenti e mancanza di serenità. Il fatto poi che sia stato oggetto di indagine da parte di un'agenzia di investigazioni al di fuori degli orari di lavoro è assolutamente prevaricante. L'azienda deve convincersi a tornare al più presto sui suoi passi e a riaprire con i sindacati e i lavoratori un canale di corretta interlocuzione».  Per conto dell'azienda, non sembra assolutamente essere dello stesso avviso Fosco Barsanti. Secondo lui, la vicenda è già chiusa. La parola "fine" è stata scritta con il licenziamento del lavoratore. «Sono ovviamente dispiaciuto - afferma Barsanti - per come è andata a finire. Anche noi avremmo preferito che fosse andata in modo diverso. Sulla base dei documenti in nostro possesso, è emerso che la persona in malattia era continuamente fuori della propria abitazione. Sono addolorato, ma non potevamo fare altrimenti, convinti che serva una moralizzazione del mondo del lavoro. Siamo di fronte ad una persona che ha sbagliato. Si tratta di un episodio isolato e quindi non mi sembra assolutamente il caso di montarci un caso sindacale. Per due motivi, essenzialmente: sia perché da parte nostra ci sono stati e ci sono tuttora il massimo rispetto e la massima stima per i rappresentanti sindacali e i lavoratori, sia perché la nostra azienda ha solo fatto del bene al territorio. Siamo noti per assumere e non per licenziare: da quando siamo a Massa abbiamo dato lavoro a circa sessanta persone».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web