Il Tirreno

Operai divisi, situazione esplosiva

Cinzia Carpita
Operai divisi, situazione esplosiva

Non si sblocca la nave-ostaggio, si incrina anche il fronte sindacale

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 CARRARA. Fumata nera, anzi, nerissima: non c'è accordo fra i sindacati sul blocco della nave Grimaldi nel bacino del cantiere navale, che è stato deciso da un'assemblea dei lavoratori due settimane fa, ma che è stato contestato da una novantina di operai una decina di giorni dopo con una lettera firmata, al grido di "vogliamo varare, vogliamo lavorare". Ora fra i sindacati circolano due ipotesi: una possibile altra assemblea che potrebbe esser chiesta dai lavoratori (opzione Fiom), oppure un refedendum (opzione Cisl e Uil).  Un brutto pasticcio che non piace alle istituzioni: ieri il tavolo provinciale si è concluso con un nulla di fatto. A forte rischio l'unità nella vertenza.  Ieri, da una parte del tavolo il presidente della Provincia Angeli con i sindaci Pucci e Zubbani; e dall'altra i segretari confederali: Patrizia Bernieri (Cgil), Andrea Figaia (Cisl), Franco Borghini (Uil) e quelli di categoria: Alessio Castelli (Fiom), Marco Battistini (Fim) e Giancarlo Leorin (Uilm). Sindacati: divisi alla meta. Marco Battistini segretario Fim, critica il metodo dell'assemblea che ha votato per la nave-ostaggio (forma di pressione verso il governo): «Non era una proposta da mettere in campo senza accordi con rsu e segreterie. Prendiamo atto anche dei 90 lavoratori che hanno firmato per varare la nave, e condividiamo molti punti del loro ragionamento. Abbiamo tentato di arrivare a una soluzione unitaria con gli altri sindacati ma ci siamo lasciati senza averla trovata. Occorrono attenzione e responsabilità per portare Nca in Fincantieri, con un assetto societario pubblico».  Andrea Figaia, segretario Cisl: «Ci sono incomprensioni sul metodo della democrazia sindacale. Qualcuno ritiene che l'assemblea sia lo strumento principale ma ce ne sono altri, come il referendum, proposto da Uil, che condividerei per togliere l'acqua dal vino. Chi ha paura del refeerendum?».  Patrizia Bernieri, segretaria Cgil: «Per noi vale il voto espresso dall'assembla. Se qualcuno non lo ritiene valido, chieda un'altra assemblea. Sono molto preoccupata per la situazione, occorre portare la mobilitazione fuori dal cantiere, per evitare che la vertenza si riduca a "varo sì-varo no". Il blocco della nave è un segnale di malessere e di impotenza dei lavoratori: c'è la cassa integrazione, l'incertezza sul futuro, e qualche ora di lavoro in più non cambierebbe le cose». Patrizia Bernieri si riferisce alla nave che doveva essere sottoposta a riparazioni: lavori annullati dall'azienda essendo il bacino ancora occupato dal traghetto in ostaggio.  «Certo, - aggiunge Bernieri - le oltre 80 firme delegittimano l'assemblea, ma sono firme al di fuori dell'assemblea», che, secondo la Fiom, è sovrana. Per Leorin della Uilm, va tenuto conto del voto dell'assemblea, ma occorrerebbe anche un percorso per sbloccare la nave. E le istituzioni?  Zubbani: le barricate no. Il sindaco Zubbani parte piano, poi si sfoga: «Noi eravano al tavolo per ascoltare i sindacati, e dare una mano. Per aiutare Nca abbiamo scelto la strada del dialogo con il governo su obiettivi condivisi, la via barricadera può fare effetto lì per lì, ma non ci risolve i problemi. E' vero che in questi due anni non abbiamo raggiunto gli scopi, ma è anche vero che 2 anni fa Nca era in vendita e il Comune non ha mani dato sponda ai privati: siamo riusciti a far approvare al governo il bilancio Nca con la perdita de'esercizio, siamo riusciti a conquistare il tavolo nazionale della cantieristia, siamo riusciti a far ripianare una perdita consistente di Nca e a impegnare il govenro a non lasciare lo stabilimento fino a una soluzione più stabile... Ci fosse un cane che te ne dà atto....». E' un po' irritato. «Al contrario, si cercano all'improvviso soluzioni estreme sapendo la difficoltà di interloquire col governo. Nella assemblea della Eaton ho respirato aria di grandissima preoccupazione, di gente da un anno in cassa integrazione senza spiragli, e invece respiro un'aria diversa nel cantiere, registro uno spostamento di atteggiamento di alcune organizzazioni sindacali e non ne capisco il motivo. Male non avrebbe fatto al cantiere avere commesse per affievolire un po' la cassa integrazione. Ho riparlato con "Roma", per sapere di Invitalia, e con la Regione. Il mio impegno resta costante».  Paolo Baldini, assessore provinciale, sostiene che «il blocco del varo non facilita la speranza di mantenere in vita il cantiere. Le istituzioni non possono forzare i deliberati di una assemblea dei lavoratori dei quali comprendiamo lo stato di preoccupazione, anche se non condividiamo le decisioni».  Osvaldo Angeli aggiunge che «il varo della nave è un elemento di forza, non di debolezza. Bisogna continuare la battaglia con un cantiere aperto».  «Ci rendiamo conto - aggiunge il presidente della Provincia - dell'esasperazione dei lavoratori di fronte ai ritardi del governo, ma li invitiamo a rimanere uniti».  L'azienda procederà al varo del traghetto Energia fermo in bacino? «No comment» per ora da parte del manager di Nca, Luigi Mor.  

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