Il Tirreno

Lo avevano chiesto i vecchi concessionari

Niente sequestro giudiziale per l'area dell'Arena Paradiso

Il progetto per l’Arena Paradiso
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Il progetto per l’Arena Paradiso

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 CARRARA. Ha comprato all'asta l'area dell'ex Arena Paradiso, ma ancora non può portare avanti il progetto di ristrutturazione, regolarmente previsto dal piano dell'arenile. Stiamo parlando della società Sviluppo Marina che però adesso, di fronte alle critiche mosse dai vecchi concessionari (definiti "occupanti senza titolo", ma è bene precisare che vi è in corso un delicato contenzioso fra le parti), interviene con una dura nota a firma del socio ed amministratore Gianfranco Bolognini. Innanzitutto, scrive Bolognini, «tutte le cause pendenti innanzi il Tribunale di Massa, sezione di Carrara sono state avviate dagli attuali occupanti senza titolo; la società Sviluppo Marina Srl non ha promosso alcuna causa essendosi limitata, per ora, a proseguire i contenziosi promossi dagli occupanti senza titolo nei confronti della precedente proprietaria Patrimonio dello Stato Spa». E, aggiunge, «tali azioni, intensificatesi dopo l'acquisto da parte di Sviluppo Marina Srl non hanno portato alcun esito positivo per gli occupanti ed in effetti, il giudice monocratico del tribunale ha ritenuto inammissibile il ricorso per sequestro presentato dalla signora Faconti (occupante senza titolo)».  Bolognini ribadisce inoltre che «l'acquisizione del bene da parte della società Sviluppo Marina srl è avvenuta a seguito di asta pubblica promossa e pubblicizzata dalla Patrimonio dello Stato Spa, asta alla quale ha partecipato, non risultando aggiudicatario, il signor Guido Palmerio, della famiglia Faconti. Le iniziative promosse dagli occupanti senza titolo, ad oggi, hanno rappresentato solo azioni di disturbo per la società Sviluppo Marina Srl ed arrecato quindi danni economici il cui onere non potrà essere trascurato stante la sua gravosità». Ricorda inoltre che «La volontà della proprietaria Sviluppo Marina è quella di proseguire nel progetto già elaborato nel rispetto della vigente normativa urbanistica al fine di realizzare un fabbricato che, all'interno delle iniziative avviate dal Comune per la riqualificazione dell'immagine turistica di Carrara, possa rappresentare un valido biglietto da visita per il territorio, sostituendo una struttura oggi fatiscente».  Il sequestro giudiziale, quindi, non è stato concesso ai vecchi concessionari; ma rimane in piedi ancora il contenzioso sul presunto diritto di prelazione. E la situazione rimane ingessata.

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