Proteste
Nessun rischio fusione per Banca Apuana
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LA SEDE. La Banca Apuana, in viale Eugenio Chiesa Il suo presidente è Ezio Bertazzoni Lo ribadisce il presidente Bertazzoni: abbiamo bisogno solo di nuovi soci
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MASSA. La Banca Apuana non rischia la chiusura o meglio non rischia un accorpamento forzato. Il presidente dell'istituto di credito cooperativo apuano è rimasto un po' choccato dalla nostra locandina di ieri. «Banca d'Italia ha chiuso l'ispezione senza alcun rilievo - spiega il presidente dell'istituto Ezio Bertazzoni, noto industriale massese - non abbiamo nessuna necessità di fonderci con altri istituti di credito, come era successo a suo tempo per il credito della Lunigiana che si è fuso con la banca della Versilia. Noi possiamo andare avanti per la nostra strada: gli impieghi non presentano rischi e la raccolta va bene». Banca Apuana che ha svolto la sua assemblea domenica scorsa a Carrara va quindi per la maggiore. Come ha spiegato proprio domenica patron Bertazzoni ha solo bisogno di una maggiore capitalizzazione (si vuole arrivare a 10 milioni) e quindi di nuovi soci. Fra l'altra le Bcc hanno il problema che c'è il voto capitario: ogni socio vale un voto, quindi non hanno senso scalate ai vertici della società. Gli obbiettivi, lo ribadiamo, sono quindi arrivare a 2500 soci (dagli attuali 1900) entro il 2013, e a 10 milioni di capitale sociale (dai 6,15 di oggi). Ma non si tratta di un obbiettivo da raggiungere a tutti i costi, altrimenti ci si accorpa. E' solo un modo per rafforzare l'istituto di credito. Che come tutti, comunque, sente la crisi. E così risparmia ulteriori mosse di espansione. Dopo Carrara doveva aprire Pontremoli, ma al momento lo sbarco in Lunigiana è rimandato. C.B.
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