Sicurezza
«Mai pensato di trasferire il poliambulatorio»
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Riccardo Ballerini Bacchettata del sindaco Ballerini all'opposizione: ha volutamente capito male
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CASOLA. «Ma quale bagarre politica sul trasferimento provvisorio del poliambulatorio?» si chiede il sindaco Riccardo Ballerini, rispondendo a quanto sostenuto dall'opposizione del Pd. «Non permetterei mai alla politica di entrare in decisioni e scelte così delicate che riguardano la salute dei miei cittadini, contrariamente ad altri, a quanto pare - afferma Ballerini - ciò che è strano è che, a considerare "stupefacenti" le miei dichiarazioni, sia proprio chi, seduto al tavolo consiliare, le ha volutamente travisate». Seguono le precisazioni del sindaco «dal 2005 a oggi non esistono, nel Comune che ho l'onore di rappresentare, atti depositati a certificare l'esistenza di alcun procedimento, né per la progettazione, né per l'avvio della ristrutturazione del poliambulatorio e che, nessuna decisione era stata presa da questa amministrazione sul trasferimento dello stesso che, come ricordo, non è solo sede (non ospita) del medico condotto, ma offre anche servizi sanitari di diversa natura». «Tra le proposte prese in esame e messe al vaglio del dottor Romeo Porcelli, c'era anche la Pubblica assistenza di Codiponte - aggiunge il primo cittadino - ed egli si era espresso favorevolmente a tale sede in quanto ritenuta consona all'utilizzo. La retromarcia, resa manifesta da una lettera all'attenzione del sindaco è arrivata solo in seguito a dichiarazioni e interpellanze comunali da parte del gruppo consigliare di minoranza, che hanno visto lo stesso medico condotto "costretto" a individuare privatamente un locale nel capoluogo, visto che aveva bocciato le proposte dell'amministrazione in quanto non soddisfacevano le sue esigenze (non vi erano bilocali disponibili nella sede comunale) o a quella dei suoi pazienti, per l'eccessiva pendenza d'accesso allo stesso. Peccato che la sede da lui individuata presenta le medesime caratteristiche». E Ballerini così conclude: «Dal punto di vista strettamente personale, sono contento che ci sia qualcuno che si preoccupa dei commercianti della zona, ma credo che li aiuterebbe maggiormente servendosi da loro per i suoi approvvigionamenti quotidiani adottando la politica del fare e non del dire, spogliandosi dalle penose vesti di ambasciatori. E se l'esperienza amministrativa insegna che dall'avvio di un iter progettuale fino alla sua attuazione, ci vogliono ben 10 anni, saremo ben contenti tra altrettanti, di cedere la nostra bacchetta magica». M.L.
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