Attenzione
I comitati sono sul sentiero di guerra
Montignoso: è battaglia contro la variante al regolamento urbanistico «I piani operativi di comparto favoriranno le grosse imprese costruttrici»
3 MINUTI DI LETTURA
MONTIGNOSO. Domani a villa Schiff si tornerà a parlare del regolamento urbanistico. L'assessore Giorgio Coli ha convocato i tecnici per esaminare il documento che tante polemiche ha scatenato. E intanto i comitati sono pronti a dare battaglia. Secondo i comitati di Cervaiolo e Debbia, le divisioni e le "beghe" politiche sulla variante generale al regolamento urbanistico adottata dal Comune in data 31 marzo hanno oscurato tutti quei soggetti che subiscono i voli pindarici di alcuni progettisti, architetti, ingegneri, tecnici e amministratori, «che stabiliscono quali devono essere le nuove modalità di insediamento urbanistico, a prescindere dal contesto in cui lo si vuole attuare». «In nome di vasti interessi economici, consorterie e speculazioni - evidenziano i comitati - ritorna in auge il vecchio e forse, diciamolo pure, superato, concetto urbanistico denominato "comparto edificatorio" risalente ad una legge del 1942. Diventa così tutto lecito quando a guadagnare non è solo il privato ma anche il Comune stesso. Attraverso una politica espansiva irrimediabilmente distruttrice e scelte sciagurate, il paesaggio è soggetto a mutamenti radicali tali da far perdere il significato a concetti quali città e campagna, di modo che quest'ultima diventa, a detta dei nostri governanti, paradossalmente "campagna urbanizzata". Ci stupisce che proprio coloro a cui è demandato il bene comune vogliano imporre un regolamento basato sui "Piani operativi di comparto", di cui nel recente passato proprio la nostra amministrazione ne ha testato l'impossibilità di realizzazione da parte dei singoli proprietari, che non si trovano certo nella disponibilità di quei grossi capitali necessari alla realizzazione di progetti di larga urbanizzazione. Saranno naturalmente grosse società costruttrici ed immobiliari estranee al nostro territorio ad aggiudicarsi gli appalti per la realizzazione di simili colate di cemento, escludendo i montignosini anche da una positiva ricaduta economica». Sempre secondo i comitati di Cervaiolo e Debbia, pensare di proporre simili soluzioni dimostra una spiccata insensibilità alle problematiche ambientali, il non rispetto delle caratteristiche di un'area i cui insediamenti urbanistici sono da sempre strutturati in case monofamiliari o rurali, ed è sintomo del divario e dell'incomunicabilità tra la politica e l'uomo della strada. «Apportare modifiche ad un territorio così caratterizzato - proseguono i comitati - si può fare solo adottando metodi di progettazione nei quali l'attenzione sia posta primariamente al problema del significato, delle relazioni con quanto appartiene al contesto, alla sua attualità e materialità, alla sua storia e alla sua funzione. Regole queste essenziali che scopriamo dai quotidiani essere state applicate per pochi eletti. Ci chiediamo: forse la Casta ha colpito ancora? I nostri comitati, sorti in maniera spontanea per contrastare le macchinazioni, le fazioni, le speculazioni che sembrano affacciarsi dietro a questo progetto di variante al piano regolatore, chiedono un sincero quanto onesto confronto con chi ci amministra, dando così agli stessi la possibilità di dimostrare sia l'infondatezza delle accuse che circolano sulla stampa locale, sia la loro capacità di ascoltare e comprendere quelli che sono i reali bisogni dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google