Lutto
«Non possiamo più investire soldi»
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Il sindaco sdraiato e, sopra tre consiglieri contro Buselli Il sindaco ripete la clamorosa protesta contro i tagli e i vincoli del governo
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CARRARA. Anche il sindaco Angelo Zubbani ha partecipato alla performance artistica in vista della Biennale di Gillian Wearing, che per tre giorni ha fotografato gruppi e singoli (un centinaio di persone almeno) che si sono messi in posa sopra un basamento con la scritta "Monument". Il primo cittadino ha scelto di sdraiarsi, ripetendo la performance di giovedì scorso in piazza Signoria (dove era con altri 150 colleghi toscani) per contestare i tagli del governo e i vincoli del patto di stabilità. «Pochi mesi fa - ha ricordato Zubbani - mi ero ugualmente sdraiato, davanti alle telecamere di Striscia la notizia, in Comune, per farmi scavalcare dal ciclista acrobata Brumotti, ma quella volta era per scherzo, per goliardia. Questa volta lo faccio per denunciare le difficoltà anche dei Comuni virtuosi come il nostro nel fare investimenti». Ogni cittadino che si è messo davanti alla macchina fotografica di Gillian Wearing ha dovuto dare un titolo alla sua foto. Zubbani ha scelto: "I sindaci italiani al tappeto". «Qui - si lamenta - continuano i tagli e ci sono sempre minori trasferimenti, e in più i vincoli del patto di stabilità sono davvero assurdi. Innanzitutto, non distinguono i Comuni virtuosi come il nostro, e poi magari vanno a ripianare i buchi di centinaia di milioni a Catania e Roma. Il nostro tetto di spesa è assorbito quasi completamente dai ratei annui da 7-10 milioni della strada dei marmi, avremmo voluto scomputare le opere legate alla sicurezza chieste dal decreto Maroni, e l'arredo urbano, e non ci è stato consentito». Insomma, non si può spendere, i criteri restrittivi impediscono di dare risposte ai cittadini. «È una protesta bipartisan - ricorda Zubbani - basti pensare che in Lombardi hanno restituito le fasce tricolori, anche a Bari si apprestano a una protesta: niente di ideologico, quindi, ma una protesta concreta. Chiediamo semplicemente che almeno chi ha i conti a posta possa essere in grado di spendere, altrimenti i soldi rimangono fermi, non si fanno investimenti, non si crea valore aggiunto». Insomma, prosegue il filo diertto fra Biennale e vita cittadina e amministrativa, che già aveva avuto un banco di prova di grande visibilità con il discusso Craxi-Mazzini. Il sindaco è stato in pratica l'ultimo carrarese ad essere fotografato dalla Wearing, che poi è ripartita per Birmingham. Una foto in extremis: il sindaco era poco distante, in Accademia, dove ha celebrato il matrimonio di Massimo Pincione, figlio del chirurgo Franco (e avvocato come lo zio Alberto, presidente della Fondazione Crc). L'ALTRA PERFORMANCE. Nel frattempo, sul basamento "Monument", hanno improvvisato una performance allegorica i consiglieri Enrico Isoppi (repubblicano), Massimo Menconi (Rifondazione) e Nicola Marchetti (Comunisti italiani), che si sono fatti immortalare mentre respingevano Leonardo Buselli, socialista. Una raffigurazione di una difesa del monumento a Mazzini nei confronti di un craxiano. Titolo della performance: "Ri-muoviamoci", sottotitolo: "Impara l'arte e non metterla da parte". Insomma, anche se ormai Mazzini non è più in pericolo (ma 99 su 100, come hanno ammesso sia il curatore Fabio Cavallucci che il sindaco, di fatto non lo è mai stato, ma il progetto-provocazione artistica prevedeva di ipotizzarne uno spostamento), la questione legata all'artista padovano Maurizio Cattelan continua bene o male a tenere banco. Con un rimando fra Carrara e Milano - come riportato dai giornali nazionali - che sicuramente contribuisce a far crescere l'attesa nei confronti della Biennale cittadina. A Milano, infatti, è in corso un accesissimo dibattito su dove collocare la grande scultura in marmo bianco con il dito medio alzato, come diciamo a parte.
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