Sicurezza
Il ricordo. Il servizio di vigilanza al Giro dItalia uno degli ultimi incarichi
Un lavoratore straordinario
Matteo Tuccini
I colleghi della Forestale: «Non diceva mai di no»
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MASSA. Non diceva mai di no, qualsiasi incarico gli venisse affidato. Non importava quanto fosse noioso o faticoso. Dalle scartoffie, passando per i servizi di polizia giudiziaria, fino alla vigilanza al Giro d'Italia. Alessio era sempre pronto a dare il suo contributo. «L'ultima immagine che ho di lui è proprio al Giro - racconta un collega con la voce rotta - era in piedi, accanto all'auto della Forestale, a Fosdinovo. Mentre passavano i ciclisti lo hanno ripreso le telecamere di Raitre. Gli ha fatto piacere». Era un gran lavoratore, Alessio Giannini. Uno di quelli che negli enti pubblici andrebbero presi a esempio, perché fanno fare una bella figura all'istituzione che rappresentano. Quella divisa color verde, del resto, lui l'amava. Nel Corpo era entrato una decina di anni fa, era diventato maresciallo. E faceva il suo dovere ogni giorno con passione, nella sede del comando provinciale massese. Casa sua. «Qui siamo pochi - dicono dagli uffici - e bisogna adattarsi a fare tutto. E lui lo faceva, con grande dedizione». Così grande era la sua passione per l'ambiente e per la difesa della natura che si era rimesso a studiare. Era riuscito a diplomarsi, Alessio. Da poco aveva conseguito il titolo di studio di perito agrario. E non aveva voluto fermarsi lì. Voleva prendere la laurea, voleva essere dottore. In Scienze forestali, ovviamente. E così si era iscritto all'università. Aveva dei progetti, Alessio. Per questo i colleghi non riescono a capacitarsi di quanto accaduto. Nella sede del comando della Forestale, dove Alessio ha lavorato fino alle 14 di venerdì, lo sgomento è totale. Impossibile cercare di capire, c'è solo da smaltire lo shock. Le domande in testa sono mille, le giustificazioni non esistono, in nessun luogo del mondo. Sono stati i suoi colleghi, le guardie che hanno lavorato per dieci anni accanto a lui, a prendersi un fardello incredibile sulle spalle: dover comunicare la notizia alla madre. Una missione che le persone in divisa conoscono bene e affrontano con coraggio, nonostante il tremolio alle gambe e la voce che sparisce. E devono restare in piedi e con fierezza, quando una madre che ha perso un figlio si dispera e chiede aiuto. Poi il giro di telefonate, a chi ancora non sa. «Non abbiamo mai pensato che ci fosse qualcosa che non andava - afferma l'ispettore capo Giuseppe Rubino - io lavoro in un altro ufficio, perché dirigo la stazione Massa costiera, ma avevo avuto più volte l'opportunità di lavorare con lui. Un ragazzo straordinario, un supporto prezioso sia nelle operazioni di polizia giudiziaria che nella gestione delle pratiche e dei documenti. E oltre a lavorare, studiava e si teneva aggiornato». Proprio per un corso di aggiornamento, giovedì scorso Giuseppe Rubino si è trovato assieme ad altre 7 guardie a Lucca. «Ci siamo fermati a prendere un caffè tutti insieme, abbiamo riso e scherzato - racconta Rubino - davvero, mi sembra impossibile che oggi (ieri, ndr) è accaduto quello che è accaduto. Anche se non lo conoscevo bene come i suoi familiari e amici, non riesco proprio a darmi pace».
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