Il Tirreno

Nave ostaggio, sale la tensione

C.C.
Il cantiere navale Nca e una protesta degli operai
◗
Il cantiere navale Nca e una protesta degli operai

Fiom: gli operai hanno votato, assemblea sovrana. Fim e Uilm: si, ma...

2 MINUTI DI LETTURA





 MARINA DI CARRARA. «L'assemblea dei lavoratori è sovrana. La Fiom rispetta il voto emerso, che ha portato al blocco del varo. Se qualcuno intende sovvertire quel voto deve chiedere una nuova assemblea, che al momento non è stata chiesta». Così parla Alessio Castelli segretario della Fiom (Cgil), confermando la posizione del sindacato di categoria, anche dopo che oltre ottanta lavoratori del cantiere navale Nca hanno firmato (con nome e cognome) un doucumento in cui dicono: «Noi vogliamo varare», «Noi vogliamo lavorare». Una spaccatura netta fra le maestranze, fra chi vuol tenere la nave in ostaggio (per fare pressioni sul governo e ottenere un incontro a Palazzo Chigi per la vertenza Nca) e chi no. Una spaccatura che forse domani creerà scintille fra i sindacati, convocati nuovamente al tavolo istituzionale in Provincia, proprio per fare il punto sulla situazione del traghetto Energia (dell'armatore Grimaldi) fermo nel bacino del cantiere.  Nel precedente tavolo a palazzo Ducale, svoltosi a seguito della protesta, il presidente Angeli, i sindaci Zubbani e Pucci hanno preso le distanze da questa iniziativa di lotta, invitando i sindacati di categoria e conferedali a fare consultazioni fra gli iscritti e simpatizzanti. Consultazioni che ci sono state, ma sulle quali i sindacati non si sbottonano molto, in vista dell'incontro di lunedì.  Giancarlo Leorin, segretario della Uilm (Uil), dice che il sindacato rispetta i documenti sottoscritti a Roma: «Certo, sarebbe meglio se ci ricevessero anche a Palazzo Chigi. Comunque abbiamo fatto le consultazioni interne. La nosta linea è contraria al blocco della nave, ma teniamo conto del voto dell'assemblea. Le organizzazioni sindacali dovranno confrontarsi, perché dopo l'ultima raccolta di firme, la spaccatura fra i lavoratori è palese. Se l'azienda dovesse procedere con il varo, si rischierebbe uno scontro fra lavoratori, ed è quello che come sindacati stiamo cercando di evitare. Occorre abbassare i toni, pur mantenento alta l'attenzione sul cantiere. Non escludiamo una nuova assemblea».  Marco Battistini segretario della Fim (Cisl), è cauto: «Dalle consultazioni effettuate fra i nostri iscritti e simpatizzanti, è emersa all'unanimità una posizione che la Fim porterà sul tavolo istituzionale. Posizione comunicata anche alla segreteria provinciale confederale. C'è forte preoccupazione per la situazione, dopo l'assemblea che ha votato il blocco della nave e dopo la successiva raccolta di firme che credo siano già arrivate a 90. Firme nei confronti delle quali dobbiamo avere la debita attenzione. Come Fim non abbiamo dubbi sul percorso da intraprendere, e al tavolo provinciale cercheremo di uscire con una posizione condivisa fra istituzioni e organizzazioni sindacali. Sicuramente, - conclude Battistini - i sindacati Fim e Uil, non staranno zitti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa