Il Tirreno

Analisi del neo presidente della commissione regionale per agricoltura, foreste e caccia

Made in Lunigiana va forte

Fabrizio Palagi
In alto Loris Rossetti e a lato il lavoro agricolo
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In alto Loris Rossetti e a lato il lavoro agricolo

Rossetti: però bisogna puntare su un marchio toscano

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 FIVIZZANO. «La Lunigiana potrebbe diventare capofila di quel "made in Tuscany" che ormai è apprezzato in gran parte del mondo, molto più dell'Italia stessa. Per farlo occorrerà però valorizzare i nostri tantissimi prodotti tipici e inserirli in un contesto regionale a largo respiro. Per quanto riguarda la caccia, invece, dovrà essere riconsiderata come salvaguardia dell'ambiente».  Loris Rossetti pare non avere dubbi: il neo presidente della 2ª commissione del Consiglio regionale che ha competenze su agricoltura, sviluppo rurale, agriturismo, prodotti agroalimentari, foreste e caccia, si lancia a capofitto nel suo nuovo incarico e fornisce la sua personale ricetta per valorizzare i prodotti di nicchia disseminati sul comprensorio lunigianese.  «Prendiamo per esempio la farina di castagne - continua Rossetti - e della dop che tanto fa discutere. La denominazione di origine protetta è legata al famoso "made in Tuscany", ossia i prodotti tipici della regione che, per essere valorizzati, devono lasciare la collocazione locale che finora li sta contraddistinguendo, al fine di essere inseriti in un contesto che comprende tutta la Toscana, regione conosciutissima, sulle ali di quanto fatto nel Chianti. Un esempio: a Beverly Hills conosco un imprenditore nel campo dell'abbigliamento che, sulle sue etichette, ha appunto stampato "made in Toscana" perchè è quello che pretendono i suoi clienti d'oltre oceano».  Per quanto concerne la produzione di frumento in Lunigiana, Rossetti afferma che «è in corso una sperimentazione per trasformare la produzione locale in elemento di base di un progetto che comprende tutti i diversi tipi di pane prodotti in Lunigiana».  «I nostri pani, tipo quello di Agnino e la marocca di Casola - aggiunge l'ex sindaco di Fivizzano - hanno tradizioni particolari, tutte da valorizzare in un unico progetto, quindi marchio che a sua volta sarà inserito in quello che contraddistinguerà la produzione tipica della Toscana».  Settore caccia - «Sono sempre stato favorevole all'aumento dei periodi dell'attività venatoria - prosegue Rossetti - però con un distinguo: bisogna abbinare l'immagine della caccia a quella dell'ambiente. Perciò si dovrebbe sfruttare la potenzialità offerta dai tesserati per, ad esempio, la ripulitara di boschi e sentieri. E ancora, far diventare compatibili la caccia al volontariato. Perciò un invito a cooperare e non chiudersi a compartimenti stagni, deve essere rivolto a tutte le categorie del settore».  Centrali a biomasse - «La nostra regione è quella che ha più territorio boscato, un patrimonio da valorizzare. Si torna dunque al discorso pulizia dei boschi da cui utlizzare materiale per le centrali in questione. A Fivizzano c'è stato uno dei primi impianti a biomasse che attualmente riscalda la sede della Comunità montana, la scuola materna e la sede Avis. Però in futuro le centrali a biomasse dovranno anche produrre un minimo di energia elettrica oltrechè riscaldare. Un voto sull'agricoltura attuale? Non voglio giudicare chi mi ha preceduto. Direi alto, ma si può migliorare».

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