Gioco
Licenziato il lavoratore accusato di falsa malattia
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Lo stabilimento Barsanti Macchine Si fa ancora più duro lo scontro coi sindacati alla Barsanti Macchine
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MASSA. Licenziato il lavoratore della Barsanti Macchine al centro del caso di "spionaggio" e accusato dall'azienda di essere più volte uscito di casa (per organizzare il matrimonio della figlia, tra l'altro) durante il periodo di malattia. Si acuisce dunque lo scontro fra Barsanti Macchine e sindacati, che hanno contestato con durezza (e due ore di sciopero) l'azione dell'azienda, ritenendola persecutoria, invasiva della privacy e, soprattutto, illegittima. La lettera di risoluzione del rapporto di lavoro è arrivata ieri mattina, quasi inaspettata. In essa, l'azienda contesta al lavoratore di essere venuto meno ai suoi doveri di correttezza, buona fede e rispetto del contratto su cui si fonda il rapporto di lavoro. In sostanza: di avere "barato" sulle sue condizioni di salute. La vicenda era emersa in modo clamoroso nelle scorse settimane. Quando Barsanti Macchine aveva notificato al dipendente in malattia una lettera di contestazione in cui si elencavano ben dieci episodi, in giorni diversi, in cui l'operaio, durante il periodo di assenza per malattia, è stato visto fuori casa impegnato in varie attività e «senza alcun apparente acciacco o malattia impeditiva». Le organizzazioni dei lavoratori avevano reagito con durezza: questo è spionaggio, il nostro collega è stato pedinato e questo è illegale. Il lavoratore, sostengono, infatti, i sindacati, non ha alcun obbligo di restare in casa se non durante l'orario fissato per legge per le visite fiscali; l'Inps, ente terzo demandato a questo compito, ha confermato che il certificato del medico curante è valido e corretto. Dunque, il dipendente non ha infranto alcun obbligo. E chi, semmai, ha agito illegalmente - sostiene ancora il sindacato - è l'azienda che si è permessa di violare sistematicamente la privacy del lavoratore e della sua famiglia. La chiusura della fabbrica per il week-end ha fatto sì che la notizia del licenziamento non abbia prodotto alcuna reazione tra i lavoratori. Ma per domani, alla riapertura dei cancelli, sono attese proteste. C.F.
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