Il Tirreno

Il sindaco sicuro: Cattelan resterà con noi

M.B.
L’assessore Bernardini il sindaco e il curatore Fabio Cavallucci
◗
L’assessore Bernardini il sindaco e il curatore Fabio Cavallucci

E se la Sovrintendenza avesse detto sì, non è detto che Mazzini si sarebbe davvero spostato

5 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Maurizio Cattelan non abbandonerà la Biennale di Carrara: ne è convinto il sindaco Angelo Zubbani, che - assicura - mercoledì scorso ha parlato per qualche minuto a Marina con il grande artista padovano, di passaggio verso Roma. Il no della Sovrintendenza era nell'aria, ma non per questo la nostra città dovrà rinunciare a una delle sue opere-provocazione. Forse non sarà una scultura di Craxi (e non è neppure detto che abbia mai iniziato a farlo realizzare davvero), ma qualcosa del discusso artista sicuramente arriccherà la kermesse. Su Cattelan e dintorni, conferenza stampa ieri mattina di Zubbani insieme all'assessore Giovanna Bernardini e al curatore Fabio Cavallucci, dopo il "no" ufficiale della Sovrintendenza allo spostamento della statua di Mazzini.  «Innanzitutto - spiega il sindaco Angelo Zubbani - esprimo grande soddisfazione per come è nata, e sta crescendo questo grande evento della Biennale, quanto mai partecipato dalla città».  MAI BAVAGLI NÈ IMBECCATE. E aggiunge: «Come amministrazione non abbiamo messo né intendiamo mettere bavagli a nessuno, né al curatore, del quale abbiamo condiviso obiettivi e finalità, né agli artisti, e neppure si danno imbeccate agli artisti. Sarebbe assurdo».  QUANTA MALAFEDE. E, commentando le polemiche scatenate dall'ipotesi Craxi al posto di Mazzini: «Ho letto tanti interventi, e, soprattutto in quelli della politica, ho notato che erano quasi tutti in malafede, o strumentali per avere un po' di visibilità. Sono intervenuti tutti, onorevoli e partiti, il mio compreso, quando invece avevo chiesto alla politica di stare fuori da una questione artistica. Ma colpisce che siano intervenuti prontamente ministri, come Sandro Bondi, che in due giorni rispondono a un'interrogazione, mentre in due anni che è al governo non ho mai avuto il piacere di avere da lui una risposta su questioni chiave per il territorio come Nca. Speriamo che in futuro mostri altrettanta velocità su questi temi».  LA CITTA NON È INDIFFERENTE. Fra le righe, ma neppure tanto, il sindaco fa capire che, se anche fosse arrivato il sì della Sovrintendenza, il via libera alla sostituzione non sarebbe stato automatico. «In questi giorni - osserva - ho avuto modo di tastare l'umore della città, una città che si interroga, una Carrara che ha dimostrato di essere affezionata ai suoi simboli storici. Mi avrebbe preoccupato l'indifferenza, e invece la gente ha reagito, ha espresso una notevole contrarietà, andando nel solco che io auspico di una città che deve ritrovare le radici di città libertaria e libera. Ora c'è il no ufficiale della Sovrintendenza, per motivi tecnici e di sicurezza; certamente, viste le reazioni, se la Sovrintendenza avesse detto sì il problema l'avrei posto (in giunta, innanzitutto, ndr), avrei fatto ulteriori verifiche. Comunque, è stato no, quindi ci siamo sentiti con l'artista e il tema è: adesso cosa farà Cattelan?».  FIDUCIOSO CHE CATTELAN RESTERA'. «L'ho incontrato mercoledì - prosegue il sindaco - e mi ha dato la netta impressione che non voglia abbandonare la città e la Biennale. Come e dove collocherà la sua opera, sarebbe azzardato ipotizzarlo. E non so manterrà lo stesso soggetto», cioè Craxi. E conclude: «Se questa città ha l'ambizione di ospitare l'arte contemporanea ai più alti livelli, occorre la massima disponibilità verso gli artisti, altrimenti restiamo nel nostro guscio. E credo che questa possa essere davvero la Biennale della svolta».  IL MISTERO DEL NUOVO PROGETTO CATTELAN. Il curatore Fabio Cavallucci non aiuta a svelare quello che, per parafrasare Churchill, appare come un "enigma avvolto in un mistero" (più o meno così definì, tanti anni fa, la Russia). Perché, spiega Cavallucci, «Il progetto Craxi-Mazzini è partito nel momento in cui è stato dato l'annuncio, perché era un progetto relazionale, che viveva anche delle reazioni che avrebbe suscitato. Certamente, oggi che, come indica il titolo della Biennale Post Monumet, dei monumenti non ci si accorge quasi più, abbiamo invece riscontrato che qui a Carrara, se si vanno a toccare certi valori simbolici, le reazioni sono di una portata enorme».  QUEL PROGETTO È MORTO. «Oggi dobbiamo partire - prosegue Cavallucci - dalla constatazione che quel particolare progetto non c'è più, è morto. Per la verità, io lo dissi subito, a Cattelan, che non c'erano più del 3-4% di possibilità che fosse davvero fattibile, soprattutto per il problema tecnico. Ora, per il futuro, difficile dire cosa farà: sicuramente ha idee, ma anche un artista così non ha la bacchetta magica. Credo che non ci abbandonerà ma il progetto va ridefinito. Siamo in attesa».   QUANDO A TRENTO SI INGESSO'. Cavallucci ha un gustoso precedente con Maurizio Cattelan, Quando, alcuni anni fa a Trento, gli conferirono la laurea ad honorem. Ma non se la sentiva di parlare in pubblico: così si fece una finta ingessatura al braccio sinistro, fino al collo, e fuori mise un asino impagliato». Domanda d'obbligo: ma il Craxi a che punto è, e dove sarà collocato adesso? «Può essere - ribatte sibillino Cavallucci - che non sia mai esistito il bozzetto di una scultura di Craxi. I più bei progetti a volte sono quelli che non si fanno, o quelli impossibili. Guardate - aggiunge - Cattelan oggi sta dicendo no al Moma di Mosca, ha più volte detto no alla Biennale di Venezia. Vedremo cosa deciderà».  E proprio sui giornali di ieri c'era la notizia che Cattelan si è visto respinto dal sindaco di Milano Letizia Moratti l'ipotesi di esporre la grande mano in marmo di Carrara con il dito medio alzato, dal titolo manzoniano "Omnia munda mundis". Ma l'artista si consola, come spiega al Corriere della Sera: «Quella mano, insieme ai bambini impiccati, sarà il prossimo anno alla mia retrospettiva al Guggenheim di New York. Là hanno già approvato tutto, senza alcuna contestazione».  E qui cosa succederà? Le ipotesi sono tante: cimitero, campo nomadi, o, perché no - il "massimo" della sorpresa - se Cattelan collocasse la sua opera (vedremo quale) al museo di San Francesco.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa