Il Tirreno

Colpo mortale davanti all'amica

Chiara Sillicani
I soccorritori in via Stradella
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I soccorritori in via Stradella

La giovane donna sotto choc dopo il suicidio della guardia forestale

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 MASSA. Un rumore forte che ha spaventato un intero condominio, ancora semi addormentato alle 8 e mezzo del mattino. Un colpo di pistola e Alessio Giannini, guardia forestale, ha detto addio alla vita. A 41 anni ancora da compiere e davanti agli occhi inermi della donna con cui aveva una relazione. Non è in servizio, ma ha con sé l'arma di ordinanza, una calibro 9. La punta alla tempia destra, il proiettile non gli dà scampo: Alessio se ne va per sempre. In una piccola traversa della trafficata via Stradella, a Ronchi, conosciuta per una delle pizzerie più frequentate dai giovani massesi.  La dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti: quello che è certo è che tra il forestale e la donna c'è stata una discussione e il giovane ha deciso di farla finita. Forse tra loro qualcosa non va, forse i problemi di coppia sono tanti e i due non riescono più a risolverli.  La ragazza, disperata, lo vede andarsene via senza poter far nulla. Alcuni amici raccontano che da tempo Alessio non sta bene, è agitato, forse teme che la donna che ama lo possa lasciare.  Chi ha visto la scena in prima persona, racconta attimi di terrore. Renato Donadel è il titolare della tabaccheria a pochi metri dal luogo della tragedia. «Stamani (ieri, ndr) sono arrivato e ho visto una macchina parcheggiata qui davanti, c'era un uomo. Poco dopo è entrato e ha comprato la Gazzetta». Non ne è certo, ma sospetta che si tratti del 40enne che pochi minuti dopo si è tolto la vita. Un ragazzo (e preferisce rimanere anonimo) è affacciato al terrazzo che dà sulla stradina del condominio: sente due persone discutere, distingue una voce femminile ed una maschile, vede una donna uscire dall'auto e poco dopo riaffacciarsi all'interno della vettura. Qualche secondo e parte il colpo.  Il ragazzo non perde un attimo, capisce che a pochi metri da lui si sta consumando una tragedia, scende e si trova di fronte ad un uomo senza vita: «Mi sono subito reso conto che per lui non c'erano più speranze». La donna ha la tragedia stampata negli occhi e - così riferisce il ragazzo -, disperata, si rifugia da un'amica che ha un negozio lì vicino.  Con gli occhi increduli, di fronte alla tragedia, anche Renato Bertoneri, il titolare dell'alimentari al piano terra del condominio. Il proiettile perfora la vetrina, prosegue la sua corsa all'interno del negozio, rompe una bottiglia di spumante e si ferma su una mensola. Proprio sopra il bancone. Renato e la moglie Francesca stanno lavorando: soltanto la sorte ha evitato il peggio (vedi articolo sotto).  L'uomo non si rende conto di cosa stia accadendo, pensa che sia caduto qualcosa. Esce e scopre che un giovane si è tolto la vita. Immediata la telefonata al 118, ma per Alessio non c'è nulla da fare. Il suo corpo è abbandonato sul sedile del guidatore, all'interno della sua Ford Focus, privo di vita.  Sul posto arrivano la polizia, i carabinieri e i colleghi della guardia di finanza. E la tragedia umana si trasforma in indagine. Viene avvisato il pubblico ministero Federico Manotti e cominciano i rilievi della scientifica. Sul posto arriva anche il medico legale Maurizio Ratti.  La donna che era con Alessio viene trasferita al Pronto soccorso. Nella tranquilla stradina, sotto il sole caldo di una mattina di maggio, la polizia (che esegue le indagini) cerca di ricostruire l'accaduto. È chiaro che Alessio ha deciso di salutare per sempre la vita.  Il Pubblico ministero incarica comunque il medico legale di effettuare un esame esterno sul corpo del ragazzo che conferma il suicidio.  È la tragedia di un 40enne che non ce la fa, di fronte alla vita e alla difficoltà che gli pone davanti e lui che l'arma d'ordinanza la tiene sempre ben nascosta in cassaforte, ieri mattina esce con la pistola. Un momento e la debolezza lo vince. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 13  

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