Il Tirreno

L’agenzia Ica precisa: non stiamo facendo accertamenti a tappeto ma solo da regolamento

Una nuova ondata di tasse

Alessandra Vivoli
A sinistra un passo carrabile a destra la vetrina di un fotografo
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A sinistra un passo carrabile a destra la vetrina di un fotografo

Nel mirino passi carrabili e fotografie in vetrina

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 CARRARA. Una pioggia di cartelle esattoriali (dell'Ica) per la tassa del passo carrabile. Un balzello che, sulle tasche dei contribuenti può incidere da 120 euro fino a un massimo di 500 euro (dipende dall'ampiezza del passo stesso). E una tassa - 420 euro è quanto si è visto recapitare uno studio fotografico - per le foto esposte in vetrina. Quanto basta per far esplodere la polemica.  La tassa sui passi carrabili. Una pioggia di cartelle esattoriali per i passi carrabili non solo ha fatto infuriare parecchi cittadini (quelli che ieri hanno affollato l'ufficio del difensore civico per chiedere chiarimenti) ma anche scendere in campo un'associazione, la Confartigianato.  I vertici della confederazione artigiana, sollecitati dai soci a intervenire sia su questo argomento che, sempre di tasse si tratta, anche sugli accertamenti Ica ai fotografi, hanno incontrato l'assessore al Bilancio Giuseppina Andreazzoli. Per fare il punto della situazione. Alla luce di quelle che, a molti, sono apparse come nuove tasse.  E Confartigianato ha anche annunciato di essere pronta ad aprire un contenzioso sindacale proprio per proteggere i soci contribuenti alle prese con le cartelle esattoriali di Ica (l'agenzia per le imposte comunali e affini).   «Ecco chi deve pagare». A fare chiarezza su quei bollettini che parecchi cittadini, da Fossola alla Piombara fino a Monteverde, stanno ricevendo, ci pensa l'ispettore di Ica, Pietro Amato.  «Innanzitutto bisogna precisare che i passi carrabili a raso, a livello della strada, sono esenti per legge dalla tassazione - fa chiarezza - Quindi non abbiamo censito quelli». «Noi - continua l'ispettore dell'agenzia che si occupa delle imposte comunali - ci siamo occupati unicamente dei passi carrabili che possono essere tassati».  Ma quali sono i passi per cui si dovrà pagare il balzello?  «Sono tutti quei passi che hanno subito modificazioni del marciapiede o del manto stradale - spiega Amato - Quelli, ad esempio dove è stato realizzato uno scivolo di cemento, o semplicemente una gettata. Insomma qualcosa, sul suolo pubblico, per agevolare il passaggio dei mezzi». «È il manufatto - conclude - a determinare la tassazione».  Le cifre? Tributo da circa 15 euro al metro. Ica ha censito, sulla base del regolamento comunale, solo i passi carrabili che hanno effettuato modifiche al suolo pubblico. Quei cancelli di villette e case a schiera, dove, cioè, sono stati realizzati piccoli manufatti sulla soglia d'ingresso.  L'imposta viene calcolata in base alla metratura: dall'ampiezza massima del passo carrabile per una profondità convenzionale di un metro, stabilita per legge.  Le cartelle esattoriali hanno presentato ai cittadini conteggi diversi. Si va dalla cifra di 29 euro, calcolati con cinque anni di arretrati. Fino a 500 euro per le case che hanno il varco d'acceso, ossia il passo carrabile, molto ampio. L'ispettore Amato di Ica fa chiarezza anche su un altro aspetto della vicenda legata alla tassazione dei passi carrabili.  «Quella del cartello vero e proprio, ossia dell'indicazione del passo carrabile è una questione amministrativa: mi autorizza a non avere auto in sosta davanti a casa. Non c'entra nulla con la tassa».  Balzello sulle foto in vetrina. Una cartella esattoriale di 420 euro, per sei metri di «fotografie varie» in vetrina. Da quelel dei matrimoni fino alle più recenti, delle Comunioni. Come fossero pubblicità. È quanto si è visto recapitare uno studio fotografico. Che ha immediatamente sottoposto la questione a Confratigianato. Che ne parlerà anche nell'assemblea di categoria convocata per domani sera. «Sono state tassate fotografie prodotte dallo stesso studio - spiegano dall'associazione - e quindi vogliamo sapere se questo tipo di accertamento riguarderà tutti i negozi, con conseguente salasso degli associati».  Ma da Ica assicurano: nessun accertamento in vista ai negozi di fotografia.  (Si è trattato - spiega l'ispettore Amato - di un episodio isolato e di un avviso di pagamento. Non ci sono censimenti in vista per i fotografi».

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