Il Tirreno

Sos commercio. Chiesto un incontro col Comune per agevolazioni fiscali

Sospendeteci le bollette

Matteo Tuccini
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TENDE. Negozi in via Bastione A destra un’attività chiusa

I negozi vogliono ridiscutere la tassa sulle tende

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 MASSA. Ce l'hanno con la tassa sulle tende, «la più odiosa - dicono - può pesare anche 300 euro all'anno». Ma pure il livello raggiunto dalla tariffa dei rifiuti li fa arrabbiare. E così una decina di commercianti del centro storico hanno deciso di chiedere un incontro al Comune.  Vogliono sapere se sia possibile sospendere - almeno per un periodo - alcune bollette. E le associazioni di categoria sono pronte a spalleggiarli. Con qualche distinguo.  «Nessun Comune in questo momento può permettersi di tagliare le tasse - afferma Paolo Arpagaus, presidente di Confesercenti - tantomeno Massa. Per carità, se si decide di venire incontro ai negozianti noi siamo sempre d'accordo. Ma, al di là dei piccoli interventi, crediamo che il commercio si aiuti con nuovi parcheggi e iniziative in città. Riflettendo, magari, su cose come l'isola pedonale ristretta al venerdì». Una scelta, dicono le associazioni, da rivedere.  «Non ce la facciamo più». Mario Guadagni è uno degli esercenti che fanno parte di questo piccolo comitato. «Niente di clamoroso - dice - siamo tra persone del settore, gente che si confronta, che discute e che sa anche dividersi. Ma su una cosa siamo tutti d'accordo: facciamo sempre più fatica ad andare avanti».  Guadagni chiarisce subito che «da parte nostra c'è la massima comprensione per il momento difficile della casse comunali, e pubbliche in generale. Siamo consapevoli di non essere l'unica categoria ad aver bisogno di aiuto. Ma chiediamo soltanto un incontro per affrontare l'argomento, dove il Comune ci dica cosa è possibile fare».  «Protesta sacrosanta». «Condividiamo pienamente le rimostranze di queste commercianti - afferma Umberto Sarto, vicedirettore di Confcommercio - i negozi stanno sparendo a uno a uno, bisogna fare qualcosa. E l'amministrazione non lo sta facendo. Manca un vero e proprio piano del commercio, che riguardi non solo gli esercizi del centro, ma anche quelli dei paesi della montagna». Perciò, sostiene Sarto, compatibilmente con le risorse di bilancio e con l'esigenza di aiutare le famiglie messe in ginocchio dalla crisi economica bisogna «dare sollievo ai negozi riducendo la pressione fiscale».  «Ok, ma sarebbe un contentino». Più scettico di Sarto è il collega Arpagaus. «Una bolletta in meno può far piacere, ma non risolvere il problema. I veri nodi da risolvere sono la gestione del territorio e il rilancio del commercio in città. Che senza parcheggi, infrastrutture e iniziative decenti, non ha speranze».  In particolare, Arpagaus invita l'amministrazione a riflettere sull'estate. E sull'opportunità di realizzare l'isola pedonale in centro non solo al venerdì.

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