Il Tirreno

«Quella moto era una bomba»

Luca Cinotti
<b>DOPPIA TRAGEDIA.</b> Una scena dello scontro mortale del gennaio 2005
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DOPPIA TRAGEDIA. Una scena dello scontro mortale del gennaio 2005

Processo Segato: ecco la perizia della difesa

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 VIAREGGIO. Una bomba sue due ruote lanciata sul viale a mare. A circa 130 chilometri all'ora, là dove il limite è di 50. Così l'ingegner Giovanni Strozzi, consulente della difesa, ha ricostruito la genesi dell'incidente che, l'8 gennaio 2005, causò la morte di Georgios Iliovits (21 anni greco, residente a Massa) e Susanna Rodriguez (anche lei residente a Massa): i due giovani si schiantarono contro la Jaguar di Francesco Segato, 61 anni, residente a Milano ma noto a Viareggio per la sua precedente attività politica.  Per questa tragedia, avvenuta all'incrocio fra il viale a Mare e via Zara, Segato si trova imputato di duplice omicidio colposo di fronte al giudice monocratico Gerardo Boragine. Ieri i suoi difensori hanno calato l'asso, con la consulenza di parte. Che ha messo nero su bianco quello che già era emerso nelle testimonianze: che la moto stava procedendo ad alta velocità. Ora ci sono anche i numeri, calcolati attraverso la simulazione al computer.  «Al momento dello scontro - ha spiegato l'ingegnere - la velocità della moto era di 119 chilometri orari, mentre quella dell'auto dell'imputato era di 25 chilometri orari».  Lo scenario muta ancora se si va a calcolare la velocità della moto nel momento in cui Iliovits ha iniziato una disperata (e purtroppo inutili) manovra di frenata: «Dai segni rilevati dagli agenti della pulizia municipale - ha continuato Strozzi - si può dedurre che la velocità era di 130 chilometri orari».  La perizia del professionista contiene anche un altro elemento importante. Dalle testimonianze raccolte sul posto, infatti, risulterebbe che la motocicletta zigzagasse fra le due corsie. In particolare, prima avrebbe superato un Mercedes, mettendosi poi in coda a un monovolume bianco.  Infine, sarebbe ritornata sulla corsia più a destra: «È probabile - ha spiegato il consulente della difesa - che Segato, mentre la motocicletta era dietro il monovolume, non abbia potuta vederla».  Le difese di parte civile non hanno contestato la validità della perizia sulla velocità, ma hanno cercato di far emergere la possibilità di un comportamento errato di Segato che avrebbe stretto troppo la curva a sinistra.  Il giudice ha rinviato il processo al prossimo 9 luglio, disponendo anche l'accompagnamento con i carabinieri dell'autista del Mercedes, che più volte non si è presentato.  In quella data dovrebbe anche essere emessa la sentenza.

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