Sicurezza
«Non dobbiamo rendere conto a politici e sindacati»
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La furura sede della Fondazione Il presidente della Fondazione: «Ma il nostro patrimonio non corre alcun pericolo»
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CARRARA. «Stiano tranquille le Rsa Fabi e Fisac Cgil della Cassa di Risparmio di Carrara Spa. Il patrimonio della Fondazione non corre alcun pericolo come del resto gli organi di vigilanza costantemente certificano, considerando che la Fondazione non deve rendere conto del suo operato né alle organizzazioni sindacali né ad organi politici ma a ben più oculati e pressanti organi di controllo a livello nazionale»: non le manda certo a dire, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara Alberto Pincione, che replica ai sindacati bancari che avevano sollecitato il "commissariamento" del consiglio, preoccupati per derivati e acquisti a termine. «È bene inoltre ricordare che la nostra è una delle poche Fondazioni che, nonostante la crisi in atto, non solo non ha sospeso le erogazioni, ma in taluni casi le ha addirittura incrementate, vista la crescente esigenza della comunità locale di aiuti e sostegni alle proprie necessità sociali e culturali». Secondo Pincione, «Meraviglia che, invece di chiedere chiarimenti o approfondimenti, proprio da parte del sindacato ci si precipiti a svolgere il ruolo dell'avvoltoio, dimenticando che, tra l'altro, è proprio grazie ai noti ingenti investimenti nel capitale di Banca Carige da parte della Fondazione che nella recente assemblea degli azionisti della Cassa di Risparmio di Carrara Spa, nonostante che i patti parasociali siano ampiamente scaduti, Banca Carige abbia mantenuto al territorio la Presidenza dell'Istituto oltre che una consistente rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione. Questa attenzione al territorio si manifesterà inoltre, come certamente risulta anche al sindacato, in una prossima apertura di nuovi sportelli in città e fuori città. Al contrario non è certo con polemiche di questo tipo che si contribuisce al perseguimento del comune interesse che è appunto quello di una crescita dell'Istituto bancario cittadino e più in generale della tenuta dell'economia locale». E conclude: «Ciononostante la Fondazione rimane aperta anche col sindacato ad un nuovo confronto più aperto e costruttivo a condizione che si abbandonino toni polemici e valutazioni aprioristiche e unilaterali». A provocare il documento dei sindacati bancari, era stata la notizia del rischio di una forte minusvalenza nel bilancio della Fondazione Cassa di Carrara, per le operazioni di acquisto a termine di azioni Unicredit e Intesa San Paolo (per un controvalore di 22,5 milioni circa). Una minusvalenza potenziale, oggi, di circa 12 milioni di euro; il 21 febbraio prossimo va a scadenza l'impegno ad acquistare a termine 2,9 milioni di azioni Unicredit (ad un prezzo unitario di 4,93 euro per un controvalore di 14,3 milioni circa) e 1,8 milioni di azioni Intesa San Paolo (a un prezzo unitario di 4,55 euro per un controvalore di 8,2 milioni circa). Ieri Intesa era a 2,19, Unicredit a 1,76.
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