Il Tirreno

La Biennale celebra i palazzi-monumento

C.C.
Blocchi a Marmotec
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Blocchi a Marmotec

Sezione speciale con i big dell'architettura, un ponte con Marmotec

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 CARRARA. Una sezione dedicata all'architettura vista come "monumentalità": ecco l'ultima novità annunciata ieri nella sala Dunchi della fiera Marmotec, dal curatore della Biennale di scultura, Fabio Cavallucci e dall'assessore alla cultura Giovanna Bernardini. Erano presenti il presidente di Carrarafiere Giorgio Bianchini e il direttore Paris Mazzanti. Ed è arrivato anche il sindaco Angelo Zubbani.  Un ponte nel territorio apuano, fra la fiera internazionale del marmo e l'evento che inizierà il 26 giugno in città: entrambi orientati sugli architetti, che possono fare da cerniera fra arte e design, fra cultura e tecnologia del marmo. La Bernardini ha detto che occorre scommettere sul sistema-marmo, puntando alla creazione di nuove figure professionali, e al sostegno delle imprese, «e occorre far decollare con Pietrasanta e l'Accademia di belle arti, la Scuola di formazione e scultura».  Cavallucci è entrato nel vivo dell'iniziativa: la sezione di architettura nella Biennale. Sette big dell'architettura esporranno loro opere marmoree nella mostra che sarà allestita nella galleria della scuola Saffi. Il tema della Biennale è il monumento: che oggi, ha detto Cavallucci, sembra essere scomparso nella sua immagine tradizionale dall'arte contemporanea, che è anti-monumento. Invece esso esiste se lo si considera come grande e particolare edificio nel contesto urbano (ad esempio un grattacielo), come maestosa opera di architettura nelle città. «E se il marmo torna a essere interessante per l'architettura, si muoveranno pezzi di montagna»: Cavallucci coglie l'aspetto anche economico dell'impiego dei lapidei nelle grandi costruzioni.  Ecco perché nella Biennale faranno il loro ingresso, con alcune maquette di edifici simbolo di tutto il mondo, Massimiliano Fuksas con il Centro Congressi dell'Euro di Roma; Norman Foster con la Hearst Tower di New York; Jean Nouvel conla Torre Agbar di Barcellona; Daniel Libeskin con il Memory Fondation, che prenderà il posto del World Trade Center a New York; gli olandesi MVRDV con la Rodovre Ski Village di Copenhagen; il gruppo americano Asymptote con la Strata Tower di Abu Dhabi; e la straordinaria partecipazione dello studio di Zaha Haidid con un progetto che sta realizzando nella nostra città: due creazioni in marmo ispirate alle geometrie dei fiori.  Nei sotterranei della scuola Saffi il connubio fra arte e architettura conviverà con progetti e sperimentazioni sul tema della città, come quelle di Carlos Bunga e Liu Jianha.  Il presidente della Imm, Bianchini, ha auspicato che in futuro Carrara possa caratterizzarsi anche con una grande opera edilizia di questi grandi architetti. Ed è stato anche detto che il complesso fieristico, potrebbe essere già considerato uno dei "monumenti" che caratterizzano l'architettuera contemporanea.

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