Il dolore
Fiera, cauto ottimismo
C.C.
Tanti stranieri e architetti, aree della tecnologia affollate
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CARRARA. Un venerdì di movimento di visitatori alla fiera Marmotec: ieri tutti i padiglioni si sono animati, tavolini pieni di gente con valigette da lavoro e taccuini alla mano. Tutti a prendere informazioni su macchinari per l'escavazione e la trasformazione dei lapidei, e sui prodotti finiti; nell'area esterna un po' meno gente ma «selezionata», che valutava i blocchi esposti. Difficile capire il giro di affari: più che il numero di visitatori in una fiera specializzata contano i contatti "buoni". Come sempre giudizi a macchia di laopardo fra gli espositori: chi parla di poco movimento, chi si dichiara soddisfatto. Come Giancarlo Tonini ex presidente della Imm, che vende blocchi: «Il 90% dei contatti che ho avuto hanno riguardato operatori stranieri, magrebini, argentini, brasiliani, palestinesi, e della Malesia. Scelgo Marmotec, perché oltre a essere nel territorio apuano, mi ha sempre portato clienti nuovi». Federico Benetti della Benetti Macchine, è fra i contenti: «Sta andando benissimo, la fiera va oltre le nostre aspettative, e sono ottimista. La crisi non è certo superata e non siamo tornati ai livelli di prima del 2009 (impossibile fare peggio dell'anno scorso), ma vedo segnali positivi. Avere la fiera in casa è importante, qui ci possiamo giocare bene tutte le nostre carte, far vedere direttamente in cava come funzionano le macchine per l'estrazione. Alcuni espositori del settore, che agli inizi erano scettici, perché si ricordavano di precedenti fiere più fiacche, ora sono soddisfatti». Il bilancio di Marmotec tuttavia non si può ancora delineare. E va calato nel contesto più generale della crisi economica e dell'andamento delle altre fiere di settore nel mondo. Il direttore di Carrarafiere Maris Mazzanti, commenta: «I primi due giorni sono andati a rilento, però giovedì ci sono stati circa 4.500 visitatori di qualità. Ormai la fiera è fortemente professionale. Sono arrivati moltissimi stranieri, anche da aree in sviluppo come America latina, Messico; architetti e designer. E per la prima volta tutte le riviste di architettura e design. I visitatori si sono concentrati sulle tecnologie, quelli interessti ai lapidei sono stati portati nei luoghi di produzione e lavorazione». Il futuro della Fiera? «Continuare a puntare sul mondo del design e dell'architettura. Su questi due settori, un altro obiettivo è coinvolgere di più la città, con iniziative che inizino dalle ore 19 quando si chiudono gli stand. Sarebbe anche bello - dice Mazzanti - che la Biennale di scultura fosse in contemporanea con Marmotec».
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