Il Tirreno

Scandalo cimiteri. De Mattia spiazza il pm Manotti. I rinvii a giudizio potrebbe slittare a settembre

«Un perito per le intercettazioni»

In basso il giudice De Mattia: ha chiesto la trascrizione delle intercettazioni effettuate nell’inchiesta. A destra il banco degli imputati
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In basso il giudice De Mattia: ha chiesto la trascrizione delle intercettazioni effettuate nell’inchiesta. A destra il banco degli imputati

Il gup chiede la trascrizione delle telefonate al centro delle indagini

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 MASSA. Il giudice Ermanno De Mattia, nell'ennesima seduta dell'udienza preliminare sulle cremazioni fantasma del Mirteto, ha disposto la trascrizione delle intercettazioni raccolte dai carabinieri durante le indagini. Una tappa obbligata che però solitamente viene disposta in fase dibattimentale, quando inizia il processo vero e proprio. Un vero colpo di scena.  La sua decisione De Mattia l'ha comunicata subito, a mezza voce. L'udienza era appena cominciata. «Dispongo la trascrizione delle intercettazioni che volete produrre. Nella prossima udienza nominerò un perito, accusa e difesa potranno indicarmi quali sono le parti che dovranno essere prese in esame dal tecnico». Il pubblico ministero, Federico Manotti, ha ascoltato attentamente la comunicazione del giudice. Impassibile. Per l'accusa, però, questo è un brutto colpo. Non dal punto di vista delle prove. Ma sono i tempi che preoccupano gli inquirenti: l'udienza preliminare rischia di arrivare ad autunno inoltrato. Quando de Mattia dovrà decidere se accogliere le richieste di rinvio a giudizio.  È stata un'udienza lampo, ma che rischia di incidere parecchio sulla prosecuzione dell'udienza preliminare. Perché se è vero che l'accusa farà il possibile per far esaminare al perito, che il gup nominerà ufficialmente nella prossima udienza (fissata per il 27 maggio), lo stretto necessario (vedi box a destra), le difese hanno tutto l'interesse a chiedere che vengano trascritte tutte le telefonate intercettate: sono centinaia di ore di bobina. Roba che potrebbe far impiegare al perito come minimo due mesi di tempo. E le difese hanno tutto il diritto di farlo, perché nessuno potrebbe dire che fanno ostruzionismo: basta una parola fraintesa per cambiare il senso di un discorso. Ed è per questo che De Mattia ha nominato un perito super partes. Il colpo di scena semmai è nella tempistica della sua decisione: i gup rimandano tutto alla fase dibattimentale.  Le trascrizioni di quelle intercettazioni sono già state eseguite dai carabinieri che hanno ascoltato i protagonisti di questa vicenda per mesi e mesi. E sono state utilizzate dal pm in tutti gli atti da lui eseguiti dopo l'iscrizione nel registro degli indagati. Adesso però serve una perizia per confermarne la bontà, visto che su molte di queste chiamate si basano le richieste di rinvio a giudizio firmate da Manotti.  Che succederà adesso? L'unica certezza è che giovedì ci sarà un'altra udienza. E sarà una seduta interlocutoria: De Mattia chiederà all'accusa e alle difese di quali intercettazioni vogliono la certificazione. Quindi affiderà l'incarico al perito. Poi potrà decidere quale percorso far fare all'udienza preliminare. Due le possibilità: la prima - che verrà suggerita dal pm - proseguire in attesa della trascrizione peritale; la seconda - che verrà chiesta dalle difese - il rinvio fino alla fine della perizia.

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