Il dolore
Piazza gremita per la super festa
A festeggiare Marmotec tutti i big del marmo e molti ospiti stranieri
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CARRARA. Vasi di fuoco. Panchine di marmo. Un palazzo che, grazie a una suggestiva proiezione, si sgretola in mille pezzi. Musica dal vivo e un ricco buffet. Questi gli ingredienti della serata evento in piazza Alberica, «Under White sky» (la prima visto che si replica stasera e domani) organizzata per celebrare i trent'anni di Marmotec. Gli imprenditori hanno risposto all'appello: i big nostrani del lapideo c'erano proprio tutti. E tanti anche gli ospiti stranieri. La serata è cominciata in sordina. Del resto, e su questo gli organizzatori (il team è quello degli architetti Silvia Nerbi e Paolo Armenise, della riuscita kermesse in cava dello scorso anno, Welcome Angels) erano stati chiari: il bello sarebbe cominciato solo con il buio totale nella piazza. Gli ospiti hanno cominciato ad arrivare alla spicciolata: primi gli stranieri, arabi, americani, indiani. Un pubblico variegato, e tanti abiti tipici che hanno aggiunto una nota di colore in una piazza Alberica tirata a lucido. Punteggiata da vasi trasparenti con all'interno il fuoco. Futuristiche panchine di marmo bianco. E, sul cielo apuano, una serie di lampade bianche giganti. Nel mezzo oggetti di design e, a racchiudere il cuore della piazza, una barriera di tronchi di legno. Prima dello spettacolo ampio spazio al buffet che, considerato il clima non proprio primaverile, ha proposto piatti caldi della tradizione, come la classica pasta e fagioli e la polenta. Con l'arrivo del buio sono giunti in piazza anche gli imprenditori protagonisti della trentesima Marmotec: da Alberto e Bernarda Franchi (lei in nero totale e con, sicuramente, le scarpe più trendy della serata) a Andrea Rossi del Fiorino e signora e Fiammetta Vanelli della Statuaria Arte Passando per Paolo Borghini, Maurizio Fontanili, Alessandro Corsi e Ciro Gaspari. Tante le autorità presenti: il sindaco, arrivato con la moglie, il consiglio comunale, quasi al completo, l'architetto Cesare Tazzini, il dirigente Marco Tonelli e il presidente di Amia Gianenrico Spediacci. Un parterre davvero nutrito che ha potuto assistere a una performance spettacolare. I palazzi antichi, quelli che circondano la piazza sono diventati attori coprotagonisti: è sulle facciate dal tipico colore rosso intenso, che sono state proiettate le istallazioni. E poi, proprio da uno dei balconi più centrali, ha tenuto il suo discorso di ringraziamento il presidente di CarraraFiere Giorgio Bianchini che, particolarmente ispirato, ha chiuso il suo discorso con un «marmo siamo noi». Poi musica dal vivo, eseguita da un balcone e performance di ombre dietro un antico separé, sempre all'interno di un terrazzo. Una serata davvero speciale che ha riunito, e forse per la prima volta c''è stata una partecipazione così massiccia, tutto il mondo del marmo. Con poco spolvero di eleganza: il freddo, infatti, ha condizionato anche i look più ricercati con aggiunta di scialli e soprabiti. Le più audaci le ospiti straniere, che hanno osato abiti scollati. Più sobria la scelta delle consorti e delle imprenditrici carraresi: che hanno optato per la semplicità e il comfort. Ma non sono mancati abiti lunghi, anche se rinforzati da pashmina d'ordinanza, e soluzioni originali come lo spolverino tutto completamente ricoperto di pailettes. E gli uomini? La serata era all'aperto e da look informale, ma quasi tutti si sono presentati in giacca. Poche cravatte, in verità, e pochissimi jeans. A.V.
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