Finanza
Il presidente dellAuthority: il Ministero dellAmbiente ci obbligò a mandare tutto a Livorno
«Non abbiamo inquinato»
Alessandra Vivoli
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Una veduta del porto di Marina di Carrara Guccinelli spiega: la nostra sabbia pulita e certificata
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CARRARA. «Ho saputo di essere indagato stamattina dai giornali: non ho ancora ricevuto l'avviso di garanzia. Ho deciso di fare questa conferenza stampa per rassicurare la città sull'immagine del porto: qui non si inquina. A Livorno, su prescrizione del Ministero, abbiamo portato solo sabbia pulita». Parla Luigi Guccinelli, presidente dell'Autorità portuale di Marina. Documenti alla mano (dai decreti ministeriali al via libera della provincia di Livorno) Guccinelli cerca di fare chiarezza sulla bufera giudiziaria che si è abbattuta sul mondo portuale partendo proprio dalla maxi inchiesta sulla vasca di colmata di Livorno. Il reato per cui si procede, e per cui è indagato anche il presidente dell'Autohortiy di Carrara, è la «realizzazione e gestione di una discarica non autorizzata». «La sabbia a Livorno? CI ha obbligati il Ministero». «Quello che ci contestano è di aver portato la sabbia dragata all'imboccatura del proto di Marina nella vasca di colmata di Livorno - spiega Guccinelli - In realtà, e ci sono i documenti a dimostrarlo, il decreto firmato dall'allora dirigente Mascazzini, prescriveva di conferire il dragaggio di circa 25mila metri cubi di sabbia nella vasca di colmata di Livorno». «Noi, altrimenti, l'avremmo utilizzata per il ripascimento - chiarisce Guccinelli -, ma ci è stato imposto da due Ministeri, oltre quello dell'Ambiente quello delle Infrastrutture, di portare tutta la sabbia a Livorno». Una gara eruopea da 3 milioni di euro. Il presidente dell'Authority continua. «Abbiamo fatto una gara europea da 3 milioni di euro per assegnare il dragaggio e il trasporto della sabbia (avvenuto su nave) - dice Guccinelli - e l'azienda aggiudicatrice è stata la belga Jan de Nul. I lavori di dragaggio sono stati effettuati nella primavera del 2008 e la nostra sabbia, certificata dall'Icram, è stata portata a Livorno. Questo è quello che è successo». «Noi - conclude - abbiamo subito la decisione del Minsiteor dell'Ambiente che, per precauzione (e con una spesa considerevole da parte nostra) ci ha imposto di portare la sabbia di risulta dal dragaggio nella vasca di colmata di Livorno, non con uno ma addirittura con due decreti ministeriali». «Qui nessuno ha inquinato - prosegue - e questo ci tengo a precisarlo, non tanto per difendere la mia immagine, ma perché la città deve avere la giusta immagine di quello che succede nel nostro porto». «Quella sabbia conferita a Livorno - ribadisce Guccinelli - per cui siamo finiti anche noi nell'indagine, è pulita e certificata: l'avremmo utilizzata per il ripascimento».
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