Il Tirreno

«Sabbia a rischio inquinamento»

<b>LA DRAGA.</b> I lavori di dragaggio al fiume Versilia
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LA DRAGA. I lavori di dragaggio al fiume Versilia

Esposto di Stefano Benedetti sul dragaggio

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 MASSA. A Ronchi manca sabbia. Così si draga il Versilia e il materiale raccolto viene utilizzato per il ripascimento.  Ma Stefano Benedetti su quell'intervento di dragaggio ha qualche dubbio. Tanto che ha presentato un esposto all'Arpat, agli uffici ambiente del Comune, alla Provincia, al sindaco di Montignoso, al Prefetto e alla Capitaneria di Porto «per poter acquisire ulteriori notizie sul modo in cui viene effettuato l'intervento, al fine di accertarne la regolarità».  Poi Benedetti illustra la situazione: «Una draga più piccola aspira la sabbia dal fondale del porticciolo a gestione privata (Sporting Club) di Cinquale e la scarica alla foce del fiume Versilia. Un'altra draga arriva dal mare e dalle vicinanze della foce aspira sabbia per portarla nella costa dei Ronchi. La preoccupazione deriva dal fatto che la sabbia proveniente dal porticciolo potrebbe essere inquinata da idrocarburi, oli e scarichi di liquami provenienti dallo stabilimento balneare e dalle barche ormeggiate. La sabbia in questione, (come dimostrano le foto da me prodotte) non viene lavata né bonificata e quindi chiedo di accertare l'esistenza di una certificazione sanitaria- ambientale, che attesti la non pericolosità del materiale.  In caso contrario, potrebbero presentarsi seri rischi di inquinamento per le spiagge della nostra costa e per i bagnanti». Poi una richiesta di chiarimento in merito al fatto che la draga sta lavorando nell'area dello Sporting: «Sembrerebbe che il mezzo utilizzato per dragare la sabbia dai fondali del porticciolo sia di proprietà della stessa ditta che sta effettuando il ripascimento, chiedo se ciò corrisponde a verità e se il dragaggio effettuato all'interno del porticciolo è pagato dalla stessa Provincia o dai privati che gestiscono la struttura in oggetto. Ricordo, che i lavori effettuati senza le necessarie autorizzazioni preventive sono ritenuti abusivi e quindi causa di possibile caducazione della concessione demaniale ai sensi dell'art. 47 del codice della navigazione, ed è anche obbligo-dovere dell'ente Comune vigilare sul rispetto della legittima conduzione del bene concessionato».

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