Italia
Denis Miotto respinge le accuse del pubblico ministero Dello Iacono: «Non avevo rilevato anomalie»
«Quell'incidente non è colpa mia»
Il processo sul disastro aereo di Ferragosto entra nel vivo: parla l'imputato
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MASSA. «Non capisco questa accusa. Io su quell'aereo non ho rilevato alcuna anomalia. Ho fatto la revisione come doveva essere fatta. Il mio lavoro, ho fatto semplicemente il mio lavoro e con quell'incidente non c'entro nulla». La dichiarazione spontanea è di Denis Miotto, 51 anni, unico imputato nell'incidente del Pilatus Pc6, che nel Ferragosto del 2002 costò la vita al pilota Cesare Sacchi. Miotto è l'uomo che ha eseguito le revisioni sul Pilatus caduto in mare il giorno di Ferragosto. Un incidente avvenuto pochi mesi dopo la sua revisione. E il pm Dello Iacono ha incentrato il suo interrogatorio proprio sugli interventi effettuati dal tecnico: la revisione eseguita nell'aprile 2002, il controllo dopo le cento ore di volo del maggio 2001 e la visita annuale dell'agosto 2001. Nella prima il tecnico francese ha smontato l'aereo e ha sostituito il montante sub alare della parte sinistra mentre non ha fatto nulla su quello destro. E secondo l'accusa è stata proprio la scarsa manutenzione di quel pezzo che ha causato la perdita di un'ala e del controllo del velivolo da parte di Sacchi. Miotto, che è stato interrogato anche dal suo avvocato Matteo Bertucci, ha mostrato anche due fotografie che fanno vedere il velivolo smontato durante il collaudo. Ma c'è un mistero: manca - perché non è agli atti - il carnet blu, in pratica uno dei tanti documenti degli aerei privati che può stabilire se il collaudo generale è avvenuto su richiesta del collaudatore - dopo un tot di anni - o su richiesta del proprietario, dopo seimila ore di volo. Ad aiutare Miotto, che ha rilasciato la testimonianza parlando nella sua lingua madre (il francese), un'interprete che si è districata tra una miriade di termini tecnici. È stata un'udienza difficile proprio per questo: il manuale del Pilatus è di difficile comprensione. E per questo anche i giudici - Failla e Aracri - hanno chiesto delle delucidazioni. Anche perché proprio dalle sfumature si potrà capire se alla fine ci sarà l'assoluzione o la condanna. Il verdetto però è ancora lontano, visto che sono già previste altre due udienze: il 21 luglio parleranno i testimoni dell'accusa, il 24 novembre il perito del tribunale Fulvia Quagliotti.
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