Il Tirreno

Lui e lei spacciatori: condannati

Ma la difesa riesce a ridurre drasticamente le pene

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 CARRARA. Una coppia di spacciatori, Riccarda Demi e il marito Mestà Assan (marocchino), sposati da tre anni, nel marzo dell'anno scorso erano stati arrestati tra Sarzana e Carrara; l'indagine era andata avanti per alcuni mesi, anche con l'aiuto di intercettazioni telefoniche e ambientali (una microspia nella loro macchina, una Bmw, utilizzata per lo smercio della coca), poi era scattato l'arresto con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, continuato.  Dalle intercettazioni, gli inquirenti erano anche risaliti ai nomi degli acquirenti, proprio perché la microspia era in macchina e quindi l'audio era nitido e si capivano bene i nominativi. Fra questi acquirenti, ne sono stati individuati in particolare una decina; quasi tutti ragazzi, che hanno ammesso di essere abituali consumatori di cocaina. In prima battuta, in sede di udienza preliminare, gli avvocati difensori della coppia hanno eccepito l'incompetenza territoriale del tribunale di Massa: questo perché - osservarono gli avvocati Feliciani e Antonini - la prima cessione era avvenuta a Sarzana, e quindi, per attrazione, tutta l'inchiesta doveva essere portata a Spezia. Accolta l'incompetenza territoriale, la Procura di Spezia ha ripetuto l'ordinanza di custodia cautelare, con richiesta di giudizio immediato; la difesa ha però chiesto e ottenuto l'abbreviato, svoltosi ieri davanti al gup Marta Perazzo; la pm Federica Mariucci ha chiesto 10 anni per lui e 4 anni per lei, sostenendo che si trattava di uno spaccio intenso e grave, con il coinvolgimento di moltissimi ragazzi. Ma i legali, Giuliana Feliciani e Valentina Antonini, hanno eccepito che non si trattava assolutamente di uno spaccio di vaste dimensioni, ma solo del rifornimento nei confronti di una cerchia di amici e conoscenti. E così, Mestà è stato condannato a 4 anni pur essendo recidivo con già due condanne alle spalle per droga (resta in carcere); Riccarda Demi, incensurata, ha avuto due anni e dieci mesi, e resta agli arresti domiciliari.

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