Sicurezza
«Gaia bocciata perché ci trascura»
Fabrizio Palagi
La Lunigiana senza uffici e call center e i sindaci votano contro il bilancio
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LICCIANA NARDI. Il sindaco Albino Fontana, unitamente ai colleghi di altri Comuni lunigianesi, ha votato contro il bilancio consuntivo 2009 di Gaia, peraltro passato, dato che le quote dei Comuni del comprensorio non raggiungono l'8%. «Ma è stato comunque lanciato un segnale - dice lo stesso Fontana - in merito al nostro dissenso su come Gaia è attualmente gestita». Durante la votazione di bialncio, avvenuta mertedì scorso, c'è stata in effetti una levata di scudi da parte degli amministratori lunigianesi, i quali imputano al Gaia diverse mancanze di carattere, per così dire, di buon comportamento, oltrechè lo spreco di risorse economiche. Albino Fontana - Il sindaco di Licciana si dichiara apertamente insoddisfatto del modo in cui viene gestita l'azienda del servizio idrico. «È pur vero che tutti i Comuni lunigianesi, messi assieme, non incidono molto sulle quote della società - esordisce Fontana - però non mi pare giusto che un comprensorio che raccoglie quasi 50mila persone venga considerato pochissimo per quanto concerne la logistica. Mi riferisco al fatto che gli uffici esistenti in Lunigiana praticamente non esistono più, oppure osservano orari drasticamente ridotti. Poi la gestione del servizio: Gaia non esegue gli interventi necessari, oppure li fa a livello tappabuchi; inoltre i vari acquedotti vengono lasciati come sono». Poi una frecciata sul consiglio di amministrazione di Gaia: «Se parliamo di ridurre, perchè non lo si fa anche con il Cda? Intendo dire che, ad esempio, i membri che lo compongono possono essere ridotti, il tutto in nome del risparmio economico. Infine ricordo che sarebbe il caso di far entrare un nuovo socio per davvero adeguare Gaia». Paolo Grassi - Il primo cittadino di Fivizzano va ancora più a fondo: «Gaia ha difficoltà di gestione, crea problemi e fa perdere punti di riferimento ai sui utenti in Lunigiana. Prima c'era uno sportello che apriva due giorni la settimana, adesso, dopo averlo azzerato, i cittadini sono costretti a recarsi a Terrarossa dove l'ufficio apre una sola volta la settimana. Avevamo un call center che è stato tolto con il risultato di far perdere 10 posti di lavoro a un territorio non certo ricco. Impegni non mantenuti, un Cda che non colloquia con i Comuni della Lunigiana, sono i fattori checi hanno indotto a votare contro il bilancio». Gianfranco Lazzeroni - Il sindaco di Bagnone chiede «più attenzione per il territorio da parte di un'azienda di cui peraltro condivido i passaggi necessari al piano di rientro, com edimostra la ricapitalizzazione effettuata da Bagnone tramite l'accensione di un mutuo da 100mila euro che rientrerà in tre anni. Però devo anche dire che il Cda di Gaia non ha agito da manager e perciò occorre un cambio di rotta. Ritengo che Gaia non sia un carrozzone e che, se ben gestita, possa dare degli utili. Però attenzione: un Cda è buono solo se ha risultati soddisfacenti, inoltre non deve essere riempito con i caselli della politica».
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