Il dolore
È Santucci il nuovo vescovo
Chiara Sillicani
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ARRIVA. Monsignor Giovanni Santucci nominato vescovo dal Papa È stato nominato ieri dal Papa, si insedierà a fine giugno
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MASSA. Era da poco passato mezzogiorno, ieri e le campane del Duomo suonavano a festa. La maggior parte dei massesi deve essersi chiesta cosa stesse accadendo in una tranquilla e grigia mattinata di maggio. Beh, quei rintocchi annunciavano alla città e a tutta la comunità dei fedeli la nomina del nuovo vescovo. Eugenio Binini lascia: nel dicembre scorso ha compiuto 75 anni. A guidare la diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli sarà Monsignor Giovanni Santucci. Ieri è stato nominato ufficialmente da Papa Benedetto XVI. Classe 1949, Santucci è nato a Pietrasanta dove è stato anche parroco. I suoi anni di sacerdozio in Versilia si sono distinti per una scelta davvero insolita: Santucci decise, in nome della «fraternità sacerdotale», di trattenere con sé il vecchio prete. Un riferimento per guidare la parrocchia. Ordinato sacerdote nel 1974, Santucci è stato rettore del seminario arcivescovile di Pisa, fino al 1995. Nel 1999 è stato consacrato vescovo ed eletto alla sede vescovile di Massa Marittima-Piombino. Adesso lascia per trasferirsi a Massa. Anche se per lui la provincia apuana non è terra straniera. Innanzitutto perché Giovanni Santucci ha parenti in città. Poi, da molti anni, un forte rapporto di amicizia lo lega al vescovo uscente. Siedono entrambi nella Conferenza episcopale toscana e si conoscono molto bene. Ieri mattina la notizia è arrivata alla curia di Massa e a quella di Massa Marittima. Il nuovo vescovo ha risposto al telefono e con cordialità ha confidato la volontà di mettere a disposizione tutte le sue risorse «con il cuore aperto». Ma, con tutta l'umanità che accompagna anche chi ha fatto della religione una scelta di vita, non ha nascosto il velo di sofferenza di chi deve lasciare il luogo in cui ha vissuto per 10 anni: «Gli affetti sono un po' alterati» ha ammesso. Insomma, Santucci soffre per le relazioni che si allenteranno, per gli amici che non vedrà. Come qualsiasi uomo chiamato ad un cambiamento. Ma ha assicurato, da uomo di fede, «di metterci tutto il cuore e di accogliere il nuovo compito con spirito, disposto a mettersi a completa disposizione». E quando a Santucci abbiamo confidiato che sotto le Apuane la vita è dura: tanta disoccupazione e una forte crisi industriale, ha raccontato di conoscere bene quei problemi. «Anche qui (Massa Marittima-Piombino ndr) la siderurgia è in crisi, il tasso di disoccupazione è elevato». Poi ha dimostrato di avere già gli occhi puntati verso la terra apuana: «Ho visto che è iniziata la Marmotec, spero che possa suscitare messaggi di speranza per l'economia». Ancora da fissare la data del trasferimento, ma Monsignor Santucci non sarà a Massa prima della fine di giugno.
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