Gioco
I big in grande spolvero: pochi blocchi, tante installazioni, e nei padiglioni arriva il pianoforte
Da Stanley Kubrick al Metropolitan: negli stand l'evoluzione della fiera
Alessandra Vivoli
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Le casse per il Metropolitan e linaugurazione di Marmotec 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Un omaggio a Stanley Kubrick. Un contratto con il Metropolitan museum di New York. Il marmo che scompare sullo schermo di uno stand buio. E un tripudio di bianco, dalle panchine ai maxi vasi, con l'allegoria dello gnomo. Non siamo al festival di Cannes ma a Marmotec. Così la fiera del marmo e della tecnolgia, giunta alla sua trentesima edizione, diventa un evento che va al di là del lapideo. Doveva essere l'edizione-evento, quella della svolta e, la prima, della biennalizzazione. Gli imprenditori, apuano e non solo, hanno risposto all'appello allestendo degli stand destinati ad entrare nella storia della fiera Carrara Marmotec. Ci sono le casse di legno indirizzate al Metropolitan Museum di New York dell'azienda Euromarble di Aldo e Roberto Canali. Quei preziosi involucri contengono capitelli e colonne, riproduzione esatta del tempio di Marte ai Fori imperiali, che andranno a comporre le nuove 16 gallerie islamiche di uno dei musei più famosi del mondo. Il materiale? «Per contratto - spiega Roberto Canali - abbiamo dovuto utilizzare solo pietre che vengono estratte nei paesi musulmani: le colonne sono di efion, un marmo che arriva dalla Turchia». Le casse con tutto il materiale di imballaggio fanno bella mostra nello stand con sfondom, suggestivo, di calacata silver. Una volta terminata la fiera sarano sigillate e partiranno, proprio così come sono, alla volta di New York. Dalle suggestioni d'arte al grande cinema. La ditta versiliese Gbc marmi ha deciso, quest'anno, di fare le cose in grande. E ha allestito uno stand a tema, (unico della fiera) non lasciando proprio nulla al caso. Tanto che, l'idea espositiva è di un progettista milanese, l'architetto Adalberto Maria Brunetti. «L'ispirazione - spiega - è stato il film di Kubrick, 2001 Odissea nello spazio. La stele simbolo della pellicola è stata messa in orizzontale ed è divenuta un insieme di blocchi di marmo. Abbiamo aggiunto la dinamicità dell'acqua: l'idea è quella di una moderna adorazione della pietra». Una suggestione forte che si avvale di un protagonista d'eccezione: «Il marmo - dice Andrea Borghesi della Gbc - è tutto estratto nel comprensorio apuo versiliese». E a coronare il legame con lo spettacolo nello stand dell'azienda ogni pomerigigo dalle 15 in poi al pianofrote a coda un allievo dell'Accadsmeia musicale della Versilia suonerà musica classica e jazz. Sempre di cinema si tratta. Ma qeusta volta realizzato in unos cneario mozzagiato, quello delle cave apuane. La ditta Gemeg dei fratelli Soldati, celebre in tutot il mondo per il suo statuario, ha fatto una delle sclete più inovative della fiera. Niene blocchi. Niente lastre. Uno stand chiuso, tutot nero. Allèintenro sedute grezze in marmo e un maxi schermo che prouetta la storia del mamro, dalla bancata alla lastra. Un filmato avvincente (il progetto è dello studio di architettura Lunardini di Lucca) che ha stregato soprattutto i visitatori stranieri. E, infine, marmo protagonista assoluto alla Franchi Umberto Marmi. Panchine, divani, lavabi e vasi in marmo. Un pannello di foto storiche e lo gnomo, da semrpe simbolo degli stand dell'azienda, proprio al centro. Uno spazio ad alto impatto che porta un'oasi, con tanto di erba verde e piante, nel cuore della fiera.
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