La manifestazione
La vecchia società ha continuato a riscuotere fino allultimo, si accende un nuovo scontro sulle imposte
Massa Servizi «si tiene» 2 milioni
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Lavvocato Stefano Menchini e la sede di Master In gioco i bollettini di gennaio-marzo, il Comune fa ricorso a un avvocato
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MASSA. Non sembra avere fine la guerra tra Massa Servizi-Ariete e l'amministrazione Pucci. Quando l'operazione di eliminazione della contestata società mista e di riconduzione "in house" dei servizi di riscossione tributi sembrava conclusa, ecco un altro contenzioso. Da 2 milioni di euro. È successo, infatti, che, quasi come ultimo colpo di coda, Massa Servizi ha riscosso e incassato le «tasse» comunali fino al marzo scorso. Adesso, il Comune intende riavere quelle somme e per farlo ha affidato all'avvocato Sergio Menchini l'incarico di attivare le procedure di recupero di quei soldi: poco meno di 1,7 milioni di euro «indebitamente introitati nei conti correnti postali e bancari intestati alla Massa Servizi Spa nel periodo 12 gennaio-31 marzo 2010». Ai quali vanno aggiunti 363mila euro di «compartecipazione» sulle somme riscosse. In altre parole: Massa Servizi ha continuato a fare il suo lavoro di esattore dei tributi comunali fino alla data della sua messa in liquidazione, il 12 gennaio. E ha dunque inviato ai cittadini le "cartelle" con scadenza 31 marzo. In quel periodo già era attiva Master Srl. Con una differenza: i pagamenti intestati alla nuova società del Comune potevano essere fatti solo su iniziativa del contribuente, che doveva intestare i bollettini a Master. Mentre le bollette di Massa Servizi arrivavano direttamente a casa. Va da sé che molti massesi hanno optato di pagare direttamente a Massa Servizi. Il Comune aveva inviato ripetute sollecitazioni e diffide alla vecchia società affinché cessasse la sua attività e chiudesse in conti correnti. Niente da fare: Massa Servizi ha continuato a incassare. Senza avere fatto per giunta, è questa la posizione del Comune, «alcuna rendicontazione delle somme riscosse nel periodo successivo alla cessazione del servizio». Insomma, Massa Servizi ha in cassa quei 2 milioni e c'è il rischio che giochi tutte le sue carte per non restituirli al Comune. Provando, ad esempio, a trattenersi il corrispettivo per il servizio effettuato, cioè l'aggio (circa l'8%). O provando a sostenere che quella somma (o parte di essa) è dovuta ad Ariete (il partner privato di Massa Servizi) come una specie di "buonuscita". Da qui la decisione di affidarsi a un legale, per avere maggiori garanzie sul rientro di quelle somme. C.F.
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