Trasporti
Ma Mazzini non si tocca
Alessandra Vivoli
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Da sinistra in senso orario Maurizio Cattelan, il Mazzini e lonorevole Fabio Evangelisti La Sovrintendenza boccia il trasloco: «Bene da tutelare»
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CARRARA. Ci pensa la Sovrintendenza a mettere fine (almeno per ora) alle polemiche sullo spostamento della scultura di Mazzini per far posto al Craxi di Maurizio Cattelan. E intanto della vicenda si discuterà anche alla Camera. La bocciatura della Sovrintendenza. La commissione tecnica, presieduta dalla sovrintendente Alba Matricò, si sarebbe già espressa. Ma la risposta ufficiale arriverà solo stamani, dopo che il parere sarà sottoposto al sovrintendente ad interim di Lucca Agostino Bureca che poi, materialmente, dovrà inviare la risposta al Comune di Carrara. Ma intanto è ufficioso il «no» allo spostamento temporaneo della statua di Mazzini per la «tutela del bene». Una questione che, peraltro, era già stata messa in evidenza nella relazione dei tecnici correlata alla richiesta dell'amministrazione. Insomma proprio mentre la città si spacca e per buona parte, repubblicani in testa (ma non solo), sale sulle barricate per difendere la statua dell'eroe del Risorgimento, dalla Sovrintendenza starebbe per arrivare la bocciatura al suo trasloco temporaneo in occasione della Biennale di scultura che aprirà i battenti il prossimo 26 giugno. Il sindaco: aspetto il parere della Sovrintendenza. Il sindaco Zubbani non si sbilancia. «Da quel che mi risulta - ha detto ieri pomeriggio - la commissione dovrebbe riunirsi venerdì - dice - quindi ad oggi non c'è nulla di ufficiale, potrebbe esserci un'istruttoria in corso ma io non ne ho avuto notizia». Ma se la Sovrintendezna esprimesse un parere negativo? «Al momento non voglio parlarne, ci sono già tante discussioni sulla proposta di Cattelan - conclude il sindaco - farò le mie considerazioni un po' più avanti». Studi d'arte blindati per il Craxi di Cattelan. Un cartello eloquente fuori dal capannone: «Vietato l'accesso agli estranei» e una macchina fotografica «sbarrata». Non era mia successo prima. C'è un clima davvero particolare agli studi d'arte Michelangelo di Franco Barattini. È qui, nel grosso padiglione tinteggiato di giallo proprio accanto alla gru che sposta i blocchi di marmo, che sta nascendo l'opera (o meglio le opere) dell'artista Maurizio Cattelan. Non solo il Craxi per la Biennale ma proprio qui è stata finita da poco anche la quarta serie di «All»: i cadaveri in marmo, avvolti da un velo bianco, che rappresentano l'orrore della guerra. E il servizio di sicurezza, che garantisce l'assoluta segretezza al lavoro di Cattelna, continua, anzi è addirittura maggiore, all'interno del laboratorio. Sbirciando si nota una schiera di blocchi a semicerchio, messa a proteggere l'angolo in cui stanno prendendo forma le opere dell'artista italiano più quotato nel mondo. Non possono aprire bocca su quello che Cattelan sta facendo agli studi Barattini. Ma su di lui, e sul suo approccio al marmo non c'è obbligo di privacy. «È un artista alla mano, che non se la tira - dice Antonio Dalle Lucche, responsabile della lavorazione agli studi d'arte Michelangelo - Una cosa che ci ha impressionato? I suoi modelli sono perfetti». Anche il patron degli studi, l'imprenditore mecenate Franco Barattini si tiene abbottonato ma dichiara: «Cattelan è una persona come me, schietta e senza troppe storie. Le sue quotazioni record? È un motivo di prestigio averlo a lavorare con noi». La questione approda alla Camera. Un'interpellanza urgente, al ministro per i beni culturali, Sandro Bondi. La presenterà domani l'onorevole dell'Italia dei valori Fabio Evangelisti. «L'intitolazione di una via a Craxi a Milano è stata recentemente bloccata per la protesta dell'opinione pubblica, a conferma di quale sia il giudizio del paese sul suo operato - scrive Evangelsiti - Si può capire il tentativo di un sindaco di estrazione socialista di cercare facile pubblicità riciclando l'immagine del leader politico del suo partito di provenienza, ma non se ne può avallare in nessun caso la scelta». Evangelisti chiede quindi al governo «quali iniziative intenda assumere per garantire la piena tutela del monumento».
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