Il Tirreno

La Cassazione annulla la mite condanna in appello a 3 anni e mezzo per la morte di Davide Cattani

Lattanzi andrà di nuovo a processo

Corrado Benzio
Lattanzi andrà di nuovo a processo

Niente legittima difesa, si torna in assise con l'accusa di omicidio

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 CARRARA. L'avvocato Graziano Maffei è uscito stravolto ma felice dal «Palazzaccio» di Roma, oggi sede della Corte di Cassazione. La suprema corte, ieri pomeriggio, ha cassato la sentenza della corte di appello di Genova che aveva condannato ad una pena mitissima Maurizio Lattanzi, il 53enne ristoratore carrarese, che aveva freddato con 4 colpi di 357 magnum Davide Cattani, 27 anni all'epoca (era il 14 dicembre del 2006)  La corte ligure non solo aveva respinto la richiesta di condannarlo per omicidio volontario, ma gli aveva ulteriormente ridotto la pena, dai 4 anni del primo grado ai tre anni e quattro mesi.  Maurizio Lattanzi, 53 anni, ristoratore di Campocecina, aveva freddato con quattro colpi di pistola Davide Cattani, 27 anni, ex compagno della nipote.  Il delitto, lungo la strada panoramica di Campocecina avvenne il 14 dicembre del 2006: seguì una lunga vicenda giudiziaria. Il procuratore generale di Genova dottor Gastaldi aveva chiesto 21 anni per omicidio volontario; i giudici del Tribunale erano il dottor Bonetto presidente della corte d'assise d'appello; a latere il dottor Merlo, ed era anche il relatore; più sei giudici popolari.  Per la parte civile, l'avvocato Graziano Maffei aveva chiesto la condanna per omicidio volontario a 21 anni oltre 500mila euro di danni. Maffei rappresentava la mamma Romea e lo zio del ragazzo.  I due avvocati difensori Alessio Menconi e Rinaldo Reboa avevano sostenuto la sentenza di primo grado, che era stata emessa con il rito abbreviato davanti al gup Enio Campanini, insistendo sulla legittima difesa, tesi che era stata accolta.  A Genova Lattanzi ha avuto confermata la condanna ma solo per eccesso colposo di legittima difesa, che è stata comunque ridotta da 4 anni a tre anni e quattro mesi.  Ora la sentenza della Cassazione che costringe il ristoratore di Campocecina ad un nuovo, decisivo processo.  «La suprema corte - ha spiegato l'avvocato Maffei al ritorno da Roma - ha annullato la sentenza d'appello e ha rinviato tutto per un nuovo processo alla corte d'assise d'appello di Milano».  Contro la sentenza d'appello di Genova si erano opposti in Cassazione sia l'avvocato Maffei per la parte civile del morto, sia il procuratore generale del capoluogo ligure (come è noto la provincia di Massa Carrara è sotto Genova e non sotto Firenze, come logica regionale prevederebbe).  Ora si riparte da capo e si riparte da Milano. Un capitolo nuovo per una morte (fino all'appello, la giustizia non lo aveva definito un omicidio) assurda.  Nel nuovo processo di Milano si ripartirà dall'accusa di omicidio, ma soprattutto la quarta sezione d'assise d'appello di Milano a cui vanno le carte, dovrà strettamente attenersi a quanto la Cassazione scriverà nel dispositivo della sentenza emessa ieri.

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