Finanza
ERA IL DICEMBRE 2006
La vittima freddata con 4 colpi di una 357 magnum
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Lomicida Maurizio Lattanzi 1 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Il delitto avvenne in un pomeriggio di dicembre del 2006 (era il 14), lungo la strada per Campocecina. Davide «Manù» Cattani è, all'epoca dei fatti, l'ex convivente della nipote di Maurizio Lattanzi, Alba. I due da tempo vivono separati ma, proprio la sera prima avevano avuto una lite molto violenta, i cui echi erano arrivati fino allo zio della ragazza. A nemmeno 24 ore di distanza lo zio della ragazza e Cattani si incontrano in un tornante in mezzo ai boschi: il primo sta facendo ritorno a casa, il secondo rientra dal lavoro. Parcheggiano le auto e si affrontano con grande determinazione. Una colluttazione e poi gli spari: quattro. L'ultimo centra al petto il 27enne che muore sul colpo. Le indagini sono secretate, per ricostruire la scena del delitto e le perizie balistiche intervengono i Ris. Maurizio Lattanzi viene dapprima incarcerato poi gli vengono concessi gli arresti domiciliari, revocati dopo pochi mesi dalla Cassazione (siamo al 20 aprile 2007). E' sempre la Cassazione, ieri, che ha riportato a zero tutto l'iter giudiziario. Presidente della sezione era il dottor Mocali, che, ironia della sorte Maffei aveva avuto contro, come Procuratore generale, nel processo di appello di Maria Luigia Redoli, la circe della Versilia. Procuratore generale di Cassazione era invece Antonello Mura, già membro del consiglio superiore della Magistratura.
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