Sicurezza
Balzello sul passo carrabile
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Un cancello con il passo carrabile Per l'accesso su strade comunali si devono pagare pure gli arretrati
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CARRARA. Una nuova tassa a carico dei contribuenti: ora si deve pagare (e anche con gli arretrati) il diritto al passo carrabile, anche senza aver fatto richiesta dell'apposito cartello al Comune. In molte zone, da Fossola alla Piombara, i bollettini dell'Iica sono già arrivati. Da 29 euro di arretrati per 5 anni, fino a 500 euro: a seconda dell'ampiezza del varco che accede sulla strada. Il balzello sul passo carraio. I bollettini sono già arrivati. Per notifica o raccomandata. O anche in tutti e i due modi. Per il momento li hanno ricevuti soprattutto nella zona di Fossola (ad esempio n via Palestro) o di Avenza (in via Piombara). Si chiede ai residenti di pagare il passo carrabile, facendo riferimento al Regolamento comunale e alla legge Finanziaria del'97. E, soprattutto, si chiedono anche gli arretrati, da 5 anni a questa parte. Il tutto deve essere pagato entro la fine del mese di giugno. Una vera tegola per i contribuenti visto che qualcuno, pur senza avere fatto richiesta di passo carrabile e divieto di sosta, davanti al proprio cancello, deve sborsare, cifre che vanno da 150 fino a 500 euro. Ecco perché scatta la tassa. I bollettini che stanno arrivano ai cittadini sono dell'Ica. Si tratta di un balzello che va dai 29 annui fino ai 100 euro. E proprio dall'Ica (imposte comunale affini) spiegano il perché di questa nuova tassa che fa riferimento al regolamento comunale. «Avere o meno il cartello con il passo carrabile non ha nessuna importanza - spiega l'ispettore di Ica Pietro Amato - È l'utilizzo stesso del passo carraio a far scattare la tassa. Si paga per l'accesso e per il fatto che, davanti a un cancello non si può parcheggiare». «Il pasticcio delle notifiche». Non solo la nuova tassa. Ma anche quello che alcuni cittadini hanno già ribattezzato come il «pasticcio delle notifiche». «Sembra che le abbiano mandate a campanello, facendo un sopralluogo casa per casa e guardando i cognomi sulle targhette - fanno notare alcuni di coloro a cui è arrivato il bollettino - Sono stati inviate, infatti, anche a chi magari non abita più qui da anni o ha la residenza altrove». A.V.
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