Attenzione
Ad aprile il benzinaio è stato rimesso in libertà
Tolti i sigilli al distributore dell'ex presidente Pieroni
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Il distributore di carburante della Total è stato dissequestrato 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Non è più sotto sequestro il distributore di Giuseppe Pieroni, ex presidente di Confesercenti. Il sequestro era stato disposto dal Tribunale di Livorno nell'ambito di un'indagine sul traffico illecito di carburante. Pieroni era rimasto coinvolto e per lui Paola Caporali, giudice per le indagini preliminari di Livorno, aveva disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari. Lo scorso trenta aprile è stato invece il giudice Giuseppe Laghezza, del tribunale di Massa (dichiarato competente per territorialità) a rimettere in libertà Giuseppe Pieroni. Del resto fin da subito il suo legale, Umberto Zangani, aveva chiarito che «la posizione del benzinaio è marginale nell'inchiesta». E lo stesso avvocato, quando Pieroni era stato rimesso in libertà, aveva assicurato che il prossimo impegno sarebbe stato quello di ottenere il dissequestro dell'impianto. E così è stato, con la presentazione, appunto, di una istanza di dissequestro. Via i sigilli, quindi, dall'impianto Total di viale Democrazia. Oltre al dissequestro delle pompe, è stato restituito a Giuseppe Pieroni tutto il materiale sequestrato dagli inquirenti. «Si tratta di parte dell'incasso - precisa il legale - e dei registri di carico». Il distributore, però, non è ancora aperto, ma questo non ha nulla a che vedere con le indagini sul traffico di carburante. «L'inchiesta ufficialmente non è ancora chiusa, l'avviso di chiusura indagini - puntualizza il legale - non c'è. Ma il fatto che le pompe non siano ancora state riaperte nulla ha a che vedere con l'inchiesta. Semplicemente la società proprietaria dell'impianto che Pieroni gestisce sta effettuando alcune verifiche». C.S.
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