Il Tirreno

Provincia e sindaci: no al blocco della nave

C.C.
Una protesta dei lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania
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Una protesta dei lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania

I sindacati faranno consultazioni fra i lavoratori del cantiere

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 CARRARA. Più caos di così non si può. L'assemblea dei lavoratori Nca ha votato a maggioranza la scorsa settimana di bloccare in bacino l'ultimo traghetto Grimaldi: una forma di pressione per cercare di ottenere un incontro a Palazzo Chigi. Ma ieri i sindacati confederali e di categoria sono stati convocati a Massa dal presidente della Provincia Osvaldo Angeli, dal sindaco Angelo Zubbani e dal sindaco di Massa, Roberto Puccie in quell'occasione le istituzioni hanno preso le distanze dall'iniziativa dei lavoratori di prendere in ostaggio la nave. Alla fine, i tre sindacati Cgil, Cisl, Uil e quelli di categoria Fiom, Fim e Uilm, si sono impegnati a fare passaggi interni fra i rispettivi iscritti per conoscere gli umori dei lavoratori del cantiere; poi ci sarà un tavolo confederale, forse entro la settimana, per prendere possibilmente decisioni unitarie. Ma ancora non è chiaro se il traghetto verrà sbloccato o meno. Azioni effettive, al di là dei proponimenti votati dall'assemblea degli operai, per ora non ce ne sono state.  Il sindaco Zubbani ha commentato la situazione al termine dell'incontro a Massa: «Io ho detto, e so che lo pensano anche Angeli e Pucci, che reputo questo tipo di lotta, ossia il blocco della nave, non utile a risolvere i problemi del cantiere. Il blocco della nave può far recedere il governo dagli impegni presi (per ora c'è solo la ricapitalizzazione). Se occorre, come istituzioni chiederemo un incontro a Roma con Letta, ma è importante che ora il cantiere resti in attività».  Ieri mattina, a poche ore prima della riunione pomeridiana Zubbani aveva detto a che questo, a proposito della nave in ostaggio: «Ciò non fa bene alla vertenza. Lo capirei se ci fosse un'indifferenza generale nei confronti del cantiere, ma non è così. Questi colpi di mano sono azioni che indeboliscono e non creano solidarietà. Se i lavoratori vogliono andare avanti da soli ce lo dicano. La situazione è delicata, entro il 30 giugno dovrebbe essere fatto il decreto per la prosecuzione di Invitalia. Ma intanto, se si perdono anche quelle poche e piccole commesse che possono allungare il lavoro e affievolire la cassa integrazione; se si danno simili messaggi agli armatori...». Insomma, bocciatura da parte del sindaco, dell'iniziativa di bloccare il varo. Ieri comunque, erano in corso in cantiere le normali operazioni preparatorie per il varo tecnico della Energia, l'ottava nave-traghetto commissionata dall'armatore genovese Aldo Grimaldi.  Il manager Luigi Mor (al quale venerdì scorso i lavoratori hanno comunicato, dopo l'assemblea del giorno prima, la loro in tenzione di non far uscire il traghetto dal bacino), ha dichiarato di avere informato Grandi Navi Veloci, di non poter accogliere la Coraggio per lavori di manutenzione, che sarebbero possibili solo liberando il bacino dalla attuale nave.

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