Il dolore
Pochi affari anche per le bancarelle
Grossi (Fiva): basta polemiche, ora è meglio pensare a lavorare
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. «Fare polemiche ora sulla collocazione del mercato e sui posti per le bancarelle? È come giocare alla roulette russa. In un momento difficile come questo è meglio tenersi lontano dalle polemiche e pensare solo a lavorare». A cercare di sedare i malumori nati all'esordio del mercato domenicale a Marina (nella nuova disposizione in via Garibaldi) ci pensa Galileo Grossi, della Fiva. «Partiamo da una cosa semplice ma che deve essere ben chiara a tutti - afferma Grossi - bisogna rispettare le regole: solo in questo modo si può pensare in futuro, ma non fra un anno o due, molto più avanti, di poter tornare in centro con il mercato della domenica a Marina. Per il momento è impossibile. Per quel che riguarda i posti, ce ne sono 60: 51 destinati a chi ha la licenza, 2 ai portatori di handicap, e 7 alla spunta, cioè a sorteggio. Tutto questo in attesa che venga fatto il bando per le nuove assegnazioni: adesso non c'è motivo di fare polemica». Per Galileo Grossi, uno che i mercati li fa da una vita, il momento è particolarmente difficile. Lo dice dalla sua postazione, in fondo a via Roma, una delle più ambite del lunedì. Dove c'è tanto passeggio, questo è vero, ma a quanto sostiene, pochi affari. «Basta stare qui un po' per accorgersene - spiega - La gente viene, passeggia, ma con i sacchetti in mano se ne vede ben poca. Anche se i prezzi sono bassi gli acquisti sono ridotti all'osso: vendono i banchi con gli articoli a 1 o 3 euro, ma per tutti gli altri la crisi si sente eccome». E basta girare il mercato per accorgersi di quanto sostiene Grossi: c'è la calca davanti ai banchi con prezzi stracciati e ai banchi della roba usata, «vintage» come usa dire adesso. Tanta gente in giro ma i sacchetti sono davvero pochi. A.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
