Sicurezza
Lastre, tagli rivoluzionari
Cinzia Carpita
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Limprenditore Paolo Borghini mostra le lastre di Calacata tagliate col sistema che sfrutta venature e incrinature del marmo Borghini: non si gettano più i pezzi difettosi, pavimenti a puzzle
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CARRARA. «Entro nel mondo del lavorato». L'imprenditore Paolo Borghini, estende la propria attività dall'escavazione del marmo alle cave, alla trasformazione, con il brevetto internazionale di un sistema che permette di tagliare le lastre come un puzzle, facendo passare il water-jet (quindi utilizzando macchinari già da anni impiegati nel settore) lungo le incrinature o le venature della pietra, riducendo la lastra in pezzi curveggianti e non più squadrati. Risultato: «In questo modo vengono utilizzate anche le parti difettose che invece sono scartate nella realizzazione tradizionale delle mattonelle». Sembra l'"uovo di Colombo": Borghini dice che non ci sono precedenti e annuncia che questa idea la presenterà «in anteprima mondiale» alla fiera Marmotec che si apre domani a Marina. «Della lastra di marmo bianco di Carrara ora non si butta via più nulla. - spiega - Zero scarti. L'operazione "Natural Cut" l'ho pensata assieme a Pierandrea Luciani del laboratorio Elle Marmi, e all'architetto Marco Beccaria». Un trinomio che punta a convincere i progettisti e gli architetti. I vantaggi di questo sistema? «Se si fanno le mattonelle, - spiega Borghini - tagliando il marmo ortogonalmente, occorre un casellario numerato per poi metterle ciascuna in posa nel pavimento; inoltre, eliminando i pezzi di lastra difettosi si perde il disegno totale della lastra. C'è anche a chi piace così (cioè scegliere solo alcune parti della lastra per fare i pavimenti), ma io offro un'elternativa puntando sulla bellezza del marmo. Oltretutto, se si volessero utilizzare lastre intere, peserebbero moltissimo e per le loro dimensioni sarebbe difficile movimentarle e farle entrare in locali ristretti per metterle in posa. Con questo sistema, di cui stiamo registrando il brevetto internazionale, possiamo ricomporre con facilità tutti i pezzi tagliati, uno diverso dall'altro». Borghini parla di «prezzi concorrenziali» ma non si sbottona. «Con il sistema del taglio ortogonale, su 20 metri quadrati di lastra si ottengono circa 4 mq. di mattonelle, perdendone 16 oppure ottenendo sottomisure dalla rimanenza. Con il nuovo sistema del "taglio naturale", che scompone le lastre, posso sfruttare tutti i 20 metri quadri». Questo vale anche per gli informi, secondo Borghini: «Attualmente con il Bianco di Carrara, per fare un pavimento partendo dal blocco informe, abbiamo scarti per centinaia di chili. Si butta via il 50-60% delle lastre per via di difetti, e il 70% degli informi. Ora posso riquadrare l'informe, sanarlo con resine dove occorre, segarlo con il nuovo sistema, ed ecco fatto. Si tratta di una lavorazione basata sulla creatività, che può portare valore aggiunto al prodotto. Parlo ovviamente di marmo di Carrara, non dei "colorati" che possono essere sanati con conglomerati. Il Natural Cut è stato utilizzato per i nuovi bagni del museo del marmo, ma ufficialmente esordisce a Marmotec». E aggiunge anche un'altra considerazione: «Secondo me, con il nuovo sistema vanno soprattutto utilizzate proprio le lestre con incrinature, destinando i blocchi sani alla realizzazione di colonne o altri pezzi particolari». Borghini, uno dei big del settore lapideo apuano (ha cave di marmo pregiato) e fra i promotori del marchio del marmo (anche questo esordirà in fiera), affronta, quasi divertito, la nuova avventura nel mondo della lavorazione dal grezzo al prodotto finito. La presentazione del Natural Cut a Marmotec, nel padiglione E, servirà a Borghini e all'azienda di Luciani, per tastare il polso ad architetti, designer e al mercato in genere. A chi piacesse avere sul pavimento di casa il disegno originale di una intera lastra di pregiato Calacata, et-voilà, ecco il metodo Borghini & C. Diversamente, il cliente può scegliere il metodo classico delle mattonelle squadrate. Uno non annulla l'altro. Ce n'è per tutti i gusti.
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