Sicurezza
Aulla, minacce inquietanti
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Larresto di Sauro Baldassari operato dalla Mobile di Massa e in basso il pub Paprika Volantini anonimi su nuovi omicidi, la Mobile indaga
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AULLA. «Uccideremo un altro marocchino. Via la m.... da Aulla. Non scherziamo!!! Sauro libero». Questo il testo della lettera, scritta rigorosamente a stampatello e con una penna a biro, arrivata nella nostra redazione di Massa. Una identica è arrivata anche in questura. Su questo stanno lavorando gli uomini della Mobile, ma non soltanto. Tutto ciò riguarda il fatto di sangue avvenuto la sera di lunedì 10 maggio all'esterno del Paprika dove, a seguito di una furiosa lite con il 53enne aullese Sauro Baldassari, morì il marocchino 31enne Mohamed Arif. Gli agenti della Mobile sono concentrati sulle 48 ore di latitanza di Sauro Baldassari, periodo trascorso a Massa, dove poi è stato intercettato e quindi convinto a costituirsi. Gli uomini di Enrico Tassi vogliono capire chi ha dato ospitalità all'uomo. E sembra che qualche indizio si già stato raccolto e che ricondica ad ambienti di estrema destra. E sono proprio le lettere inviate sia al Tirreno sia in questura a indirizzare le indagini. Questo al livello di polizia, perché la Procura si sta occupando di capire qualcosa di più del movente. Finché Baldassari resta a bocca chiusa è difficile però fare passi avanti importanti. Sono ancora tanti i quesiti che hanno bisogno di una risposta. Il primo è appunto chi ha aiutato il cinquantatreenne nella fuga, l'altro riguarda l'arma del delitto. Secondo i risultati dell'autopsia la lama era decisamente corta, ma i colpi inferti avevano una tale forza da provocare la rottura di un'arteria e l'emorragia che ha provocato la fuoriuscita di tre litri di sangue. Da qui il decesso. Gli agenti della Mobile comunque continuano a battere gli ambienti massesi dell'estrama destra perché la convinzione è che chi ha aiutato Baldassari si possa trovare soltanto così. Trovare l'amico che lo ha aiutato nel momento più difficile potrebbe dare una mano all'indagine, magari potrebbe far capire qual è il motivo della lite finita nel sangue. La sera di due lunedì fa, attorno alle 19, Sauro Baldassari si presentò al cospetto di Mohamed Arif mentre costui, assieme ad altre persone, stava effettuando dei lavoretti all'esterno del Paprika (il locale era a quell'ora chiuso). Ne scaturì un diverbio furioso, pare per motivi di soldi che l'extracomunitario doveva all'aullese (si parla di circa 200 euro). Dapprima volarono parole grosse, poi pugni e calci e infine spuntò un coltello di piccole dimensioni con il quale Baldassari colpì il marocchino a una clavicola e al costato. Ferito e sanguinante, Arif fuggì barcollando, sorretto da un conoscente, riuscendo a telefonare egli stesso al 118 e ai carabinieri per chiedere soccorso. In un primo tempo sembrò che la ferita non fosse grave. Il marocchino venne soccorso e poi trasportato all'ospedale di Pontremoli dove però circa un'ora dopo, morì. Subito dopo la lite poi finita in tragedia, Sauro Baldassari si diede alla fuga. I carabinieri avviarono le ricerche dopo aver ascoltato alcuni testimoni, ma dell'uomo nessuna traccia. Nella sua abitazione aullese di piazza Giromini, i militari trovarono solo una sua conoscente originaria di Licciana Nardi. R.L.
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