Gioco
I legali dellamministratore delegato Bezzi: tutto in regola per ottenere il dissequestro del cantiere
Abusi edilizi al Pensionato Cabrini sanatoria pagata ma lavori fermi
S.M. - F.P.
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I controlli dei vigili urbani al cantiere 3 MINUTI DI LETTURA
PONTREMOLI. Puntano al dissequestro del cantiere i legali del Pensionato Madre Cabrini srl, i cui lavori sono fermi ormai da un anno mezzo. I lavori riguardavano il completamento della nuova ala dell'Istituto Madre Cabrini, sospesi a seguito della ordinanza della Procura della repubblica di Massa. L'Istituto Cabrini, la residenza per anziani che sorge lungo l'omonimo viale cha da Pontremoli conduce a Casa Corvi e che ospita in centinaio di anziani, all'inizio di settembre 2008, mentre erano in corso lavori di ampliamento alla nuova ala che prevedeva un porticato di oltre 3mila metri quadrati al piano terra e agli altri due piani superiori una cinquantina di residence, aveva visto l'apposizione dei sigilli da parte dei carabinieri in seguito a ordinanza della Magistratura intervenuta dietro segnalazione della polizia municipale di Pontremoli che aveva riscontrato difformità tra il progetto originale e la costruzione messa in opera. In buona sostanza l' irregolarità consisteva nella costruzione di 3mila metri cubi di volume al piano terra rispetto al progetto originale che prevedeva a piano terra un porticato di una superficie di 2mila metri quadrati. La posizione del Comune. Secondo gli uffici, la prassi seguita nella sanatoria della vicenda che ha visto l'Istituto Cabrini coinvolto in un abuso edilizio, è stata corretta. Infatti anche se la proprietà si era giustificata asserendo la chiusura del porticato non era finalizzata ad acquisire spazi superiori al consentito, ma soltanto per creare una barriera termica per rendere più accogliente la struttura dal lato climatico, chiedendo la sanatoria in pratica ammetteva l'abuso. Insomma invece di un porticato di 3mila mq in pratica la Cabrini aveva ottenuto una volumetria di 3mila mc. Pertanto la sanatoria prevede ora che questi volumi saranno costruiti in meno durante i lavori necessari per la realizzazione della seconda ala. Quindi nessun vantaggio dal lato urbanistico per l'Istituto Madre Cabrini. Circa la posizione della funzionaria dell'ufficio urbanistica, Franca Armanini, sentita a lungo durante la fase istruttoria dal pm Federico Manotti, c'è da dire che è uscita definitivamente dall'inchiesta. Per fare il punto della situazione dal lato burocratico abbiamo chiesto all'assessore all'urbanistica, Elio Poli (nessun vincoli di parentela con il progettista del Cabrini, Corrado Poli, alla sbarra assieme a Mario Bezzi, amministratore delegata dalla Cabrini srl e al costruttore Doriano Pasquotti) il suo pensiero sull'intera vicenda amministrativa: «Per quanto concerne l'iter burocratico attivato dall'ufficio il primo atto risale ai primi mesi della primavera del 2009 quando la proprietà dell'Istituto Cabrini aveva presentato richiesta di sanatoria per l'abuso edilizio e successivamente al pagamento di 85mila euro. A questo punto la pratica otteneva il placet dalla giunta. La conseguente delibera veniva portata in approvazione al consiglio comunale di fine anno, dove veniva approvava all'unanimità. A questo punto per l'amministrazione comunale la pratica si poteva dire conclusa». Si attende ora che sul merito si esprima l'autorità giudiziaria. A proposito di tribunale, i legali che tutelano Mario Bezzi, ossia lo studio Coppelli di Aulla, puntano a risolvere in breve il nodo dei lavori. «Dopo il pagamento della sanatoria - dive l'avvocato Filippo Coppelli - i nostri assistiti attendono ora il dissequestro del cantiere. Sono stati pagati 85mila euro per l'abuso edilizio, questo è un dato, forse anche di più rispetto al reato stesso. Comunque su questo deciderà il ricorso che abbiamo presentato al Tar. Per il resto, il nostro studio ha presentato istanza con tanto di concessione rilasciata dal Comune dopo il pagamento della sanatoria. Il mio assistito conta perciò di poter riprendere i lavori prima del 3 ottobre, giorno fissato per la prossima udienza in tribunale, dopo il rinvio avvenuto lo scorso tre maggio, dato che in quell'occasione il giudice Mauceri aveva soltanto riunito le parti in causa per quella che in gergo viene definita "udienza filtro", quindi di carattere prettamente trecnico».
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