Sicurezza
Il business dei turisti al nero
Chiara Sillicani
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ESTATE AL MARE. La maggior parte dei turisti si concentra sulla costa Non sono registrati, ma spendono ogni anno 308 milioni di euro
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MASSA. Milioni di turisti che ci sono, ma non si vedono. Quasi sei milioni e mezzo di presenze non registrate. Persone che si muovono sul territorio, trascorrono giorni sul litorale, fanno la spesa nei nostri supermercati, bazzicano bar ed edicole. Ma di loro, nelle statistiche ufficiali redatte dagli enti locali, non c'è neanche l'ombra. E questo perché quei turisti non si rilassano tra hall e camera d'albergo, ma qualche giorno di stop se lo concedono nelle case in affitto o, i più fortunati, nell'appartamento comprato per le vacanze al mare. La loro presenza non sfugge, però, all'istituto studi e ricerche della Camera di Commercio che si affida chiaramente alle stime. Ma partendo da dati oggettivi: dai rifiuti prodotti ai consumi di energia, dai passaggi autostradali alla vendita di giornali. E attraverso un modello matematico l'istituto riesce a dedurre il numero complessivo di quelle presenze "sfuggenti": ben 5 milioni e 743mila nel 2009. Quelli che ci sono, ma non sono registrati. E al mondo dei turisti che per le vacanze scelgono la casa, di proprietà o in affitto, si aggiungono i villeggianti ospitati nelle strutture ricettive, alberghiere o extralberghiere, che non vengono registrati, magari per errore. Così famiglie con 4 componenti, risultano composte da 2 o 3. O ancora, ragazzi che raggiungono gli amici per il weekend e sfuggono a qualsiasi tipo di registrazione. E anche in questo caso si tratta di numeri importanti: quasi 726mila presenze nel 2009. Almeno secondo le stime della Camera di Commercio. Numeri impressionanti se si confrontano con le presenze ufficiali, quelle registrate e presentate ogni anno dagli uffici della Provincia (1 milione 333 mila circa). E mentre si dibatte sul futuro del turismo alberghiero emerge con chiarezza che il grosso del settore è rappresentato da quei villeggianti che in albergo (o in altre strutture ricettive) non ci mettono piede. Tante presenze e un enorme giro d'affari. Arrivano sul litorale e, anche quando contraggono i consumi, spendono. Il turismo, secondo i calcoli della Camera di commercio, contribuisce alla ricchezza provinciale per poco più del 6%. I turisti nel 2009 hanno comunque lasciato sul nostro territorio 699 milioni di euro. Il sommerso contribuisce per un 12,6% (circa 88 milioni). Ma il contributo più importante è proprio quello delle seconde case che "attivano" il 44,1% della spesa turistica: ben 308 milioni di euro. A cui si aggiungono i 140 degli "escursionisti", quelli che arrivano per un giorno poi se ne tornano a casa. Insomma, il grosso, in termini di presenze e di soldi arriva proprio dai turisti "fantasma". E questo nonostante la scorsa estate il mercato degli affitti estivi abbia dato chiari segnali di sofferenza. Perché chi la casa se l'è comprata continua a venire, ma per chi deve affittarla, la storia cambia. All'istituto studi e ricerche precisano che «c'è una spiegazione sociologica al calo. Tutto dipende dalle donne: la vita è frenetica, lavorano molto e non hanno voglia di fare le casalinghe anche in vacanza. Così alle due settimane in appartamento se ne preferisce una in albergo». Ma, nonostante il calo, il turismo delle case in affitto, è una voce fondamentale, anche se difficilmente rilevabile, dell'economia costiera.
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