Il Tirreno

Ronde notturne, è scontro fra la minoranza aullese e i militanti della Destra

Gianluca Uberti
Le ronde nel centro di Aulla condotte nella scorsa estate
◗
Le ronde nel centro di Aulla condotte nella scorsa estate

Matteo Ratti (Idee in Comune): non si confonda la delinquenza con la grande povertà di tanti immigrati

2 MINUTI DI LETTURA





 AULLA. Matteo Ratti, consigliere di minoranza di Idee in Comune, critica aspramente i picchetti per la sicurezza, organizzati dalla Destra di Storace. «Pur non facendo parte della giunta e della maggioranza, ma essendo a pieno titolo amministratore del Comune - esordisce Ratti - vorrei dare un segnale, come da lui richiesto, al coordinatore lunigianese della Destra, partendo dalle parole di un sindaco dal quale ha già avuto risposta, cioè che è compito delle istituzioni e delle forze dell'ordine garantire la sicurezza della popolazione».  Quindi niente vigilantes, secondo Ratti, e «neanche di gruppi di persone che, dicendo di passeggiare, pensano a organizzare ronde notturne».  Chiaro il richiamo alle iniziative della scorsa estate condotte nel centro cittadino e, in particolare, al recente presidio notturno effettuato da militanti della Destra al Masero di Terrarossa, contro i furti messi a segno nella zona.  Il consigliere di minoranza così prosegue: «Trovo veramente pericoloso, in un momento così delicato per l'economia e, conseguentemente, per la società, fomentare l'odio razziale con proposte populiste di stampo fascista, come quella di espellere dal territorio comunale gli extracomunitari che non raggiungono un dato reddito, e abbinando, con tanta facilità, povertà a delinquenza e, soprattutto, extracomunitari e delinquenza; c'è d'aver paura, ma del fatto che certe idee e certi retaggi culturali, come la storia ci ha insegnato, portino solo a derive antidemocratiche».  Citando le parole di un vecchio partigiano, Ratti aggiunge che «Il razzismo è la manifestazione più devastante della perdita delle radici fondamentali della convivenza civile. L'Italia ha già conosciuto il razzismo durante il fascismo, con le vergognose leggi razziali, ma anche durante le trasformazioni economiche negli anni del boom economico, con gli immigrati dal sud al nord, con i terroni vilipesi e discriminati».  Infine il richiamo: «Come iscritto all'Anpi - prosegue Ratti - non dimentico il sacrificio della nostra popolazione e di molti giovani che durante la guerra di Liberazione hanno lottato e sono morti anche per garantire alle nuove generazioni un futuro di democrazia, di diritti e di pace, per tutti e non per alcuni. Certe iniziative e certe ideologie dimostrano che è compito odierno degli amministratori mantenere viva la memoria della Resistenza, che ci ha regalato una delle più moderne Costituzioni, e prestare attenzione ad un pericoloso ritorno di appartenenze identitarie e ideologie dell'esclusione».  Ratti, quindi, conclude elogiando la Regione Toscana, «che, con la legge regionale sull'immigrazione, ha dato egregio esempio di una giusta politica di accoglienza e di inclusione sociale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore