Il Tirreno

Martina Nardi e il parcheggio in centro: sono l’unica assessore senza posto auto personale

«Io privilegiata? no, becca e bastonata»

Martina Nardi vicesindaca e assessore all’Edilizia
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Martina Nardi vicesindaca e assessore all’Edilizia

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 MASSA. «Io privilegiata? Semmai "becca e bastonata"». Si arrabbia la vicesindaca Martina Nardi nel leggere la notizia della determina che le concede il diritto di parcheggiare gratis nei posti a pagamento nel centro.  «Sono l'unica componente della giunta ad aver rinunciato ad avere un posto auto personale nel parcheggio riservato sotto il municipio. L'ho fatto perché il numero dei posti è inferiore a quello delle persone che ne avrebbero avuto diritto: assessori, auto blu, delegati, segretario comunale e vice, presidente del consiglio e non volevo contribuire a creare tensioni e conflittualità. Ma non è solo questo: abito in centro e a palazzo civico vengo generalmente a piedi. Il posto sotto il Comune mi avrebbe fatto comodo, mi avrebbe evitato di tribolare per cercare un parcheggio sotto casa come tutti i residenti del centro. Ma non sarebbe servito più di tanto per le mie funzioni istituzionali. Per questo non l'ho voluto».  Martina Nardi spiega poi così la determina del "parcheggio libero": «Succede, a volte, che l'auto la devo prendere per andare ad altre destinazioni e poi devo venire in municipio. Quindi, credo sia giusto riconoscere anche a me la possibilità di parcheggiare in centro (gratis). Una possibilità, ricordo, che è data a tutti i 40 consiglieri comunali, che è legata agli impegni istituzionali, che esiste da anni e su cui nessuno, mi pare, ha mai avuto da ridire. Ora, siccome anche a me viene riconosciuta questa possibilità, ecco le polemiche. Forse do fastidio a qualcuno? Forse si tenta di affossare la mia figura politica e il mio schieramento? E non vale obiettare - conclude - che i consiglieri possono posteggiare gratis solo nei giorni di consiglio e di commissione: anch'io le poche volte che utilizzo questo beneficio lo faccio perché devo lavorare in Comune, non certo per andare a fare shopping».

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