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È morto l'industriale Paolo Forti: se ne va un pezzo di storia
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La nuora, il figlio e la madre al funerale 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Un pezzo di storia, illustre, di Carrara che se ne va. È morto a 72 anni (li avrebbe compiuti a fine luglio) l'industriale Paolo Forti. Fratello dell'imprenditore del marmo Antonio Forti (aveva anche altre due sorelle, Annalia e Edvige). La sua salute si sarebbe aggravata dopo un intervento che, come ricorda commosso il fratello Antonio, avrebbe scompaginato la sua salute. Si è spento circondato dagli affetti più cari; lascia la moglie Enrica, il figlio Giovanni e la nuora. Una grande dinastia italiana. Paolo Forti è stato un industriale moderno, polivalente. Ha frequentato il liceo classico Repetti (i genitori Ennio Forti e Carla Gianfranchi abitavano a Marina in via Garibaldi) e poi si è laureato in Economia e Commercio a Parma. È stato uno dei rappresentanti di quella che forse è conosciuta in tutta Italia, e non solo a Carrara, come una delle famiglie più in vista, dal dopoguerra fino ad oggi. Il nonno dei fratelli Paolo, Annalia, Antonio ed Edvige si chiamava Adolfo Forti e insieme a Gino Chiari fondò la Chiari e Forti che si occupava di grano e olio (il Molino Forti era sulla Carriona). Ma aveva anche altre aziende, fra cui il Mulino Pastificio Sesia a Vercelli, la Adolfo Forti marmi, partecipazioni considerevoli nei Rimorchiatori riuniti di Genova e Venezia. Sempre Adolfo nel 1936 era stato presidente della Cassa di Carrara. Nel 1974 la gloriosa Chiari e Forti - gestita in quel momento da Enrico Chiari e dal padre dei quattro fratelli Forti, Ennio (deceduto nel 1990) fu ceduta alla multinazionale americana Quaker. Paolo Forti gestì in prima persona la Adolfo Forti Marmi dal 1964 al 1974, quando, dopo la laurea di Antonio, fu affiancato dal fratello. Ma l'industriale carrarese era un autentico vulcano: e così Paolo aprì le concessionarie Volvo e Ford, che ha tenuto fino al 1994. Nel 1992 fondò la Radiosistemi, autentico gioiello di modelli dinamici radiocomandati, di cui era un grande appassionato. Fu anche socio di Ediltosco. Nel 2006 i due fratelli maschi si divisero negli affari (ad Antonio il marmo, a Paolo Cis Meccanica e Radiosistemi) mantenendo, intatti, i rapporti di grande affetto e il forte vincolo familiare. «Per Paolo tutto quello che si muoveva era di suo interesse - ricorda commosso il fratello Antonio - E aveva la grande capacità di far diventare i suoi hobby un motivo di business e di successo. Era una persona estremamente capace di cogliere l'essenza delle cose». «Per hobby - prosegue - fino all'ultimo ha costruito nell'officina di casa locomotive perfettamente funzionanti a gas e a vapore. La meccanica era la sua passione». L'incidente che cambiò la sua vita. L'incidente che cambiò per sempre la vita dell'industriale Paolo Forti avvenne il 1º Maggio del 1964, davanti ad Oliviero, uno dei locali più in voga dell'epoca. Aveva 26 anni, era giovane, appena laureato. Perse l'uso delle gambe, ma non l'entusiasmo e la voglia di vivere. Da quel giorno trascorse due anni per ospedali, anche in Inghilterra dove, nel campo dei paraplegici avevano studi e metodologie avanzate. La sua è stata ugualemente una vita piena - ricorda ancora il fratello Antonio - ha vissuto per la famiglia, la moglie e il figlio Giovanni. Mia cognata è stata un motore straordinario per lui». Poi, conclude amaramente, «Un paio di anni fa gli venne diagnosticato un tumore che non aveva, e l'operazione ha scombussolato il suo quadro clinico».
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