Il Tirreno

I ristoranti sorridono a metà: chi ha avuto il tutto esaurito e chi non ha lavorato con i soliti clienti

E in città è pienone da record

Agli stand in piazza Alberica si scatena la caccia all'ultimo gadget

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 CARRARA. Caccia ai gadget, con tanto di assalto allo stand dell'Esta Thè per accaparrarsi borsa e bevanda (qualcuno ha decisamente fatto il pieno portandosi a casa anche 5 bricchetti). Bar pieni (ma la consumazione molto spesso si è ridotta a qualche caffè).  Tantissimi bambini, che hanno acclamato i ciclisti e un nutrito pubblico femminile che, invece, ha dato la caccia all'autografo del re Leone, Mario Cipollini.  Chiamiamolo pure effetto Giro d'Italia ma, una cosa è certa, tanta gente così per le strade di Carrara non si vedeva da tempo.  A scatenare l'entusiasmo sono stati gli stand in piazza Alberica: qui venivano distribuiti, gratis, omaggi e ricordini della corsa ciclistica tornata in città dopo 50 anni.  Ebbene dai cerotti per respirare bene, al caffè, fino alle borse di garza con lo sponsor: la conquista del gadget ha infiammato proprio tutti, e non solo, i bambini. Anzi forse i più piccoli sono stati un po' più in disparte. E a chiedere con insistenza Estathè gratis e cappellini sono stati i più «grandi».  La carovana rosa ha contagiato la città e, per qualcuno è stato anche un week end di buoni affari.  A sorridere è il ristorante Rebacco in via Loris Giorgi.  «Abbiamo davvero lavorato tanto - dicono le titolari, Nadia e Simona - Grazie alla sinergia con l'hotel Michelangelo abbiamo avuto ospiti a cena tanti rappresentanti ella carovana del giro, quelli che alloggiavano in albergo. Avevamo messo a punto un menù speciale per l'occasione, che comprendeva offerte di terra e di mare: è stato molto apprezzato. Quindi non abbiamo di che lamentarci».  Nessun effetto Giro d'Italia, invece, alla Petite cuisine di via Verdi.  «No questa manifestazione non ci ha portato più gente - dicono dal ristorante famoso per i suoi piatti di pesce - abbiamo lavorato bene, ma grazie ai nostri clienti abituali. E stamani (ieri per chi legge ndc) è stata una desolazione: una volta partita la corsa tutti se ne sono andati».  «Ci ha portato invece il pienone - concludono alle Petite - il convegno dei fotografi della scorsa settimana: in quell'occasione glia affari sono notevolmente aumentati. E ora speriamo nella fiera Marmo macchine».  Intanto, mentre i ristoratori pensano già alle prossime manifestazioni di un maggio particolarmente ricco di eventi, la kermesse del Giro d'Italia si è chiusa con un appuntamento di prestigio: la presentazione, nel Ridotto del teatro Animosi del libro di Alessandro Cannavò, figlio del celebre e compianto direttore della Gazzetta dello sport, «La vita e altri giochi di squadra» (Rizzoli editore). Un incontro all'insegna della commozione in cui Alessandro Cannavò con grande sensibilità, ha ripercorso alcuni degli articoli più belli del padre, che sono proprio raccolti nel volume: dal 1954 fino all'ultimo pezzo scritto prima della morte.  A fare gli onori di casa il sindaco Angelo Zubbani: «Questo appuntamento chiude in bellezza una due giorni importantissima per la città. Ed è un onore ospitare il figlio di un giornalista che ha dedicato una vita allo sport, scrivendo pagine memorabili del Giro d'Italia». A.V.

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