Il dolore
Segregate, maxi condanne
◗
Una brutta storia di violenze sulle donne Pene per 35 anni a tre uomini accusati da due ragazze
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Trentaquattro anni e sei mesi di carcere. Questa la condanna decisa dalla corte d'assise per Constantin Petru Varga (17 anni di carcere), Gualtiero Pisi (12 anni) e Josif Varga (5 anni e sei mesi). Erano accusati di aver picchiato, violentato e costretto a prostituirsi tre ragazze rumene. Due di queste però nel frattempo hanno ritrattato. Smantellare l'impianto accusatorio del pubblico ministero Federico Panichi, dell'Antimafia di Genova, era un'impresa impossibile. Gli avvocati Raffaele Giumetti (Constantin Varga), Roberto Pezzica (Josif Varga) e Carlo Boggi (Pisi) ci hanno provato ma ha pesato come un macigno l'incidente probatorio effettuato un anno fa in un'aula bunker del tribunale di Genova (una delle vittime era minorenne). In quell'occasione le tre ragazze avevano raccontato le angherie subite. Poi una di queste, Andrea Varga Florentina (nessuna parentela con due degli imputati), aveva ritrattato subito quanto detto ed erano rimasti i racconti di Olimpya e Ionela. In un secondo momento poi anche Olympia ha detto di essersi inventata tutto (e infatti ieri era in aula insieme alla madre di Constantin), mentre Ionela dopo l'incidente probatorio è sparita. Proprio su queste incongruenze la difesa ha cercato di mettere un dubbio nei due giudici togati (Failla e Aracri) e nei sette giudici popolari. Non ci sono riusciti perché le richieste del pubblico ministero sono state accolte. In particolare Giumetti, Pezzica e Boggi - che chiedevano l'assoluzione per i loro assistiti - hanno puntato sull'impossibilità della fuga dalla casa di Castelpoggio, alture di Carrara: le giovani hanno detto di aver fatto un salto di cinque metri e soprattutto hanno raccontato di aver dovuto compiere dei volteggi per poter atterrare sull'asfalto. «Impossibile che abbiano fatto tutto questo, ma nonostante questo le testimonianze sono state ritenute attendibili», ha detto nelle contro repliche l'avvocato Giumetti. Non è riuscito però a far cambiare idea ai giudici, che hanno ritenuto ben più pesante quanto detto nelle udienze passate lo psicologo Francesca Dall'Ara, la specialista che ha seguito Olimpya e Ionela appena si sono liberate di quelli che hanno indicato essere i loro aguzzini. Diverse le posizioni dei tre imputati. Più complicata quella di Constantin Varga, che è stato ritenuto il capo. È stato lui a portare le tre ragazze a Castelpoggio, è stato lui a presentare Olimpya a Pisi. Quest'ultimo in aula ha confessato anche di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza, ma di non averla violentata. L'uomo, 57 anni, era andato a vivere con i due rumeni - legati da un rapporto di parentela -, dopo che era stato lasciato dalla moglie, a sua volta sorella di Constantin. Un rompicapo anche per chi le carte le ha lette tutte più di una volta (e sono più di mille pagine di verbali). I giudici, dopo nemmeno un'ora di camera di consiglio, sono usciti leggendo la sentenza di condanna (è caduta solo l'accusa di tratta). Per loro, e per Panichi, non c'era alcun dubbio sugli orrori successi più di un anno fa sulle colline carraresi. E i tre sono tornati nelle loro celle del carcere di Marassi. Le difese presenteranno appello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
